mercoledì 12 febbraio 2014

La mia materia no

Gli esami sono così: si studia (bene o male), si va all'esame (preferibilmente puntuali), si aspetta il proprio turno (alcuni con troppa ansia) e si lotta per strappare un voto qualsiasi che possa dimostrare che "io valgo e oggi ve lo dimostrerò"; 
E poi ci sono tutti quelli che si incontrano la mattina: quelli che non sanno niente, quelli che sanno tutto e camminano col petto in fuori, quelli che non gliene frega un cavolo perché qualcuno ha pensato a loro, quelli agitati, quelli tranquilli "che tanto scena muta non la faccio", quelli con un fantastico nome, musicale, bello da pronunciare e un altrettanto notevole cognome, fattore determinante per la riuscita della suddetta prova. Poi ci sono io, ma non la me di sempre, la me di questi ultimi due mesi che per una strana congiunzione astrale, sta perdendo tempo fertile per diventare preparata in tante cose oltre la gastroenterologia e la ematologia.
Ho cannato ben due appelli: gennaio, febbraio, ultima possibilità a breve poi penso che il libretto me lo firmo da sola e vaffanculo.
La domanda sorge spontanea: ma così scarsa sei? Ma no! Ma certo che no, sono disposta a rispondere con i fatti, posso rispondere a tutte le vostre domande di teoria e pratica clinica. Allora che è successo? Beh andiamoci con ordine perché anche io mi faccio la stessa domanda:
Dicembre: era proprio la vigilia di Natale quando ho iniziato a studiare immolando e sostituendo la felicità, il clima natalizio, la gioia delle feste, con la tristezza insormontabile delle malattie e dei bambini che muoiono con la leucemia e roba simile. Era dicembre, avevo fatto un esame da poco e niente mi poteva fermare, tranne il fatto che due giorni prima dell'esame - e siamo arrivati a gennaio - devo scappare a casa per problemi familiari... e zappetè, crash, bing bong bung, yuhuu! non posso finire di ripetere la materia. Ecco quelli come me, non troppo secchioni ma nemmeno troppo strafottenti non se la sentono di sedersi senza aver finito tutta la materia, non tanto per il voto chechisenefotte ma tanto per una questione di giustizia e correttezza. Ma all'esame mi presento lo stesso dai in fondo il prof se va male mi fa rifiutare e c'è l'altro appello dopo 14 giorni. 
Ecco adesso immaginiamoci tutti un'aula, una studentessa che chiede, quasi retoricamente:"se dovessimo rifiutare il voto oggi, lo possiamo rifare l'esame al prossimo appello?!" e un professore che risponde"Nooooooooooooooo!!! Quali assurdità? Giammai, se rifiutate lo verbalizziamo che avete rifiutato (O_O) e lo potete rifare tra venti giorni lavorativi, quindi il terzo appello! E se verrete rimandati lo farete direttamente a giugno, e vi legherò un masso di 38 kg alla caviglia, non sia mai che torniate a casa leggiadri e con la voglia di vivere!". Panico. Ok, questo non lo avevo previsto. Manteniamo la calma. Penso: che sarà mai, lo faccio direttamente la prossima volta. E là mi sbagliai, forse feci un errore, ma che ne potevo sapere? Come potevo immaginare che 15 giorni in più per ristudiare, ripassare, ri-ripetere tutto, non sarebbero stati la soluzione perfetta per passare l'esame? Dopo 5 anni all'università ancora non ho imparato a credere nel Divino Culo. Non ho smesso di farmi tante aspettative quando il tempo per studiare mi è sembrato più che sufficiente; di guardarmi allo specchio la fatidica mattina dell'esame e dirmi "tu ce la farai, hai studiato tutto, sai parlare in italiano, risponderai a tutte le domande e male che vada prenderai un bel voto! Cioè hai fatto tanti esami arrivando con le pezze al culo, facendo gli ultimi argomenti di corsa ed è andata più che bene! Stavolta sarà un gioco da ragazzi!".
E così è stato: di ematologia soltanto però. Con l'altro è successo l'irrimediabile, è successo che io non lo so che quei particolari ammalati il fumo di sigaretta li nausea troppo che non fumano più e non vogliono sentire manco parlare di carne e altre cose che davvero un giorno se sarò gastroenterologa (ma anche no!) sicuramente le imparerò sul campo. E insomma: "Signorina facciamo prima se lei mi dice che non ha studiato", CHE NON HO STUDIATO? Poi sbrocco, e rispondo male, sempre molto diplomaticamente ma sicuramente male. Che io il rispetto ce l'ho prima di tutto per me stessa e che non ho studiato non lo dico manco per scherzo. Mi alzo, però col cazzo che verbalizzo, ci vediamo al terzo appello. E intanto gli altri progetti, programmi, materie, tirocini, felicità, si son fatti benedire. 

7 commenti:

  1. Ahaha, di tutti i sintomi e segni eccetera la sarcofobia è il più tardivo quando ormai il paziente sta in stato cachettico o da quelle parti... insomma, che STRONZATA!

    Io gastro l'ho fatto 4 volte, da noi era con endocrino non con emato. Le prime 3 volte senza accedere nemmeno all'orale perché c'era lo scritto assurdo prima... insomma dai terzo appello tutta la vita! :)

    Simone

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che amarezza... sono più contenta di rifarlo piuttosto che farmi insultare e prendere un voto basso per questa materia semplice che ho studiato tanto.. colleghi che l'hanno preparata in 15 giorni mi fanno non comprendere la dinamica di qiesto esame. E poi quando continuava a chiedermi i sintomi dell'epatite acuta e io non sapevo più che inventarmi gli dissi anche cachessia e come regalo ebbi una faccia che più schifata non si può... però in una cosa sono migliorata... la prima volta che fui rimandata 2 anni or sono, caddi in uno stato di depressione e sfidicia in me stessa che durò 3 mesi... ora invece sono solo semplicemente incazzata e l'incazzatura è pure sul finire... magre consolazioni ma pur sempre consolazioni!
      Ciao Simone!

      Elimina
  2. a quelli col nome altisonante però non lo dicono che non hanno studiato... mah. è una facoltà del cazzo, fregatene, l'importante è avere la coscienza a posto e sapere di avere fatto il possibile =)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo dici la verità e la cosa che fa arrabbiare è proprio il confronto con queste persone che dal canto loro sono come risucchiati in queste situazioni favorevoli, non ci fanno nemmeno caso, alcuni istanti ho visto la mortificazione nelle loro facce... ovviamente resta sempre l'amaro in bocca perché trattasi di una sconfitta... a me personalmente serve per essere un po' più umile, o forse solo a cercare qualcosa di positivo dove, in realtà, di positivo, non c'è nulla proprio nulla!

      Elimina
    2. per altro tu sei a quarto anno ed hai una collega senza cognome importante che però è come se lo avesse ;) lo sai? :P

      Elimina
    3. purtroppo è la triste verità. dai, facciamoci coraggio e, in qualche modo, si finirà =)
      c'erano pure ad ingegneria, tutto il mondo è paese

      Elimina