Vivo in un piccolo paese a pochi metri dal mare, non c'è mai particolarmente freddo e l'unica volta che vidi nevicare fu nel 1998 quando avevo 8 anni e una sorella nata da pochi mesi, forse appena uno.
Il mare qua non è poi così bello da togliere il fiato, ma a me piace, sarà che non ci vado mai da sola. Non sono nemmeno una grande fan delle spiagge a dirla tutta però è un ottimo modo per trascorrere le calde giornate estive.
Qua si va a scuola a piedi fino alla terza media dopo di che si sale su un pullman e ci si dirotta verso nuove mete, si inizia presto ad essere pendolari e perlustrare il mondo, anche se questo mondo è la cittadina accanto, così grande per una 13enne, così piccola per me, adesso.
E poi ti diplomi, giustamente cambi i tuoi ormai piccoli spazi per altri ancora più grandi; se tu, lettore, la pensi come, non vorresti mai uscire dai confini della tua isola, e sfrutti ogni possibilità che ti offre, anche se scarsa, poiché è la tua unica grande possibilità, quella in cui credi.
Il retroscena è sempre lo stesso, una madre e un padre che ti sostengono in tutto, una fortuna non da poco.
Ogni fine settimana torno a casa, da brava pendolare, a volte ne salta qualcuno per motivi di studio, ma poi arrivano le vacanze di Natale e la tanto attesa estate.
E son qua.
E son felice di essere qua
E son qua.
E son felice di essere qua
C'è stato un tempo in cui le persone cambiavano intorno a me come cambiavano i posti e le situazioni, a un certo punto i volti si sono fatti sempre più delineati, sono gli amici della mia vita. Chi nuovi, chi vecchi, ma penso che più o meno da qui in poi saranno sempre le stesse belle facce.
La vita per uno studente medio di medicina non è facile, circondata da colleghe strafighe con le borse all'ultima moda, i pantaloni a zampa e le scarpe con le zeppe e colleghi da passerella con i Roy Rogers e i mocassini.
Allo stesso modo io vedevo i miei compagni delle medie, avevano tutti qualcosa da condividere, in primis il virus della mononucleosi. Io li invidiavo a volte, volevo avere anche io un sacco di amici, un amore da sfoggiare, un paio di jeans attillati invece della mia amata tuta che non ho avuto il coraggio di togliere perché mi vergognavo di esser bella, e perché in fondo avevo già il coraggio di tenerla e troppo coraggio poi si sa, fa male.
E pensare che passavo la ricreazione insieme a un gruppo di ragazzi sfigati come me che non erano miei amici e non lo sono neanche adesso, per non stare da sola. Anche se a volte lo preferivo - stare da sola intendo - perché in fondo poi non ero proprio sola, trascorrevo quei pochi minuti leggendo un libro della biblioteca, finché non li ho letti tutti. Badate, non erano mica milioni di migliaia!
Eppure oggi non temo il confronto, sono una donna, è un po' strano dirlo. Non temo il confronto perché mi piaccio tantissimo, mi piace tantissimo ciò che sono, chi sono: io.
E c'è anche qualcuno a cui io piaccio, e forse una delle più grandi opportunità che ho poiché ci sono pure quei giorni in cui mi piaccio di meno, per fortuna, direi.
Oggi sono contenta di ciò che ho, un po' meno di come amministro certi aspetti della vita, sempre però con dei baluardi che mi ricordano quali sono le cose importanti.
Sono contenta di sognare un viaggio a Dublino per settembre.
Sono contenta di ricordare il viaggio a Londra di quattro anni fa - il primo organizzato con i miei amici - che ha stravolto il mio cuore in tutti i sensi, o l'ultimo a Barcellona, o quello di ogni settimana a Palermo che il mio cuore non lo ha stravolto, semplicemente lo abita.
Oggi sono contenta perché ho comprato uno sfigmomanometro e posso misurare la pressione ai miei vicini di casa che ne hanno bisogno.
Mi piace pensare che la PAZIENZA è la virtù di chi sa aspettare, mi piace pensare che esiste una Giustizia Divina e mi piace credere che chi ha la capacità di coltivare il proprio orto e saperne raccogliere i migliori frutti ha capito tutto dalla vita.
RispondiEliminami rivedo molto in quello che dici, e penso che siamo state ampiamente ricompensate dalle mancanze subite, perchè abbiamo saputo scegliere anche quando non c'era scelta.
Venditti cantava: ERAVAMO 34 QUELLI DELLA 3E TUTTI BELLI ED ELEGANTI TRANNE ME....e io aggiungo...E CI A MISSI A TUTTI e 34 NO' DARRE'....TIE'
avevo espresso altri pareri in merito al tuo elaborato, ma la mia mancanza di esperienze in ambito di blog e commenti hanno fatto si che si perdesse una porzione cospicua del mio commento...