sabato 15 marzo 2014

Il mio polso e altri racconti

Oggi è un'altro di quei giorni da segnare nell'agendina dei giorni speciali, altre cose che interessano soltanto la fetta medica (o aspirante medica) dei miei ristretti lettori. Oggi, per la prima volta, ho manovrato un coloscopio in uscita ed è in assoluto la cosa più difficile e impegnativa che io abbia mai fatto!
Con più precisione è stato difficilissimo tenere questo tubo fermo in trazione; difficilissimo ma soprattutto stancante per il polso che deve girare a destra e sinistra incontrando una resistenza evidente!

Avevo già utilizzato il gastroscopio e visto fare questo esame lungo i diversi mesi in cui ho frequentato il reparto, quindi non ero del tutto impreparata su quello che sarebbe successo ma a un certo punto ho iniziato a sudare e a concentrarmi su questo benedetto polso per non farlo cedere dalla stanchezza... e qui nascono un paio di problemi perché nel contempo dovevo pensare a pigiare due tasti con tre funzioni differenti, ruotare una manovella in su e in giù .- il tutto con la mano sinistra - e rimanere al centro del lume colico. Insomma mi stavo un po' confondendo e la mano mi ha fatto malissimo per circa mezz'ora ma alla fine ce l'ho fatta grazie all'aiuto e la pazienza degli esperti al mio fianco! :D

Questi giorni in definitiva sono stati proficui al massimo, ho preso tanti accessi venosi, ho fatto delle visite, ho parlato con tanti pazienti. Ogni giorno che passa mi sembra di addentrarmi in un mondo stupendo, quello in cui le immagini e le mille spiegazioni dei libri diventano persone; le persone con le loro mille paure, alle quali spetta sempre un sorriso e una parola di conforto. A volte basta un nulla per rasserenare qualcuno, a volte bisogna sapere ascoltare i flussi di pensiero di chi non vuole risposte, vuole solo svuotarsi dall'ansia che ha. A volte basta tenere la mano a chi te lo chiede e assicurare che una volta fatta la sedazione, non si sentirà alcun dolore. Io lo trovo spettacolare, mi piace tanto quanto fare le visite e tutte quelle cose mediche che si fanno quando però i pazienti sono addormentati.

Ciò su cui rifletto maggiormente in questo momento è come cambia il rapporto medico-paziente a seconda della self confidence. E' importantissimo mostrarsi decisi e prendere posizione con sicurezza anche quando si tratta di spiegare come posizionarsi sul lettino. A volte quando devo prendere una vena un po' più ostica mi preoccupo di poter sbagliare e mi capita di chiamare gli infermieri e passare il testimone. Il concetto è uno: non ho fretta di imparare! Voglio fare tutto per bene, guardar fare, ripetere i gesti in mente e mimarli con le mani per poi poter effettuare tutte le manovre dalle più semplici alle più difficili con la maggior padronanza possibile, senza troppe indecisioni e così da saper affrontare eventuali imprevisti senza andare troppo nel pallone!

Certo a volte va male, faccio un po' di buchi a vuoto, sbaglio qualche pinzata, mi prendo un paio di cazziatoni ma servono anche questi per imparare il mestiere! In definitiva: sono davvero soddisfatta! :D

6 commenti:

  1. Che belli questi post :-)

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    1. Studiare medicina è un'avventura, credo per diversi anni anche poco piacevole... però poi e uno riesce a pensare con lungimiranza a quello che andrà a fare nel suo futuro, si riescono a superare tutte le sfide! :)

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  2. Mi pare che stai andando alla grande. Continua cosi! :)

    Simone

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    1. Grazie Simone, quando leggevo i tuoi post che raccontavano le storie del ps ero come imbambolata e mi sembravano cose irraggiungibili! Ora sto toccando un po' con mano anche io e sono proprio al settimo cielo! :D

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  3. Be' a dire il vero io endoscopie non ne vedo mai (figuriamoci a farne!) e da noi mi fanno "giocare" più con l'ecografo che insomma non è proprio la stessa cosa. Sugli accessi venosi la vedo come te, nel senso che c'è da fare molta pratica... e chiamare gli infermieri quando vedi le brutte :)

    Simone

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    1. Tu sei una evoluzione 2.0 perché fai anche i prelievi arteriosi! :) :) io un'ecografo l'ho visto usare solo una volta in un ambulatorio di tiroide... non ti dico nemmeno che non c'ho capito niente per me era tutto bianco e nero a casaccio! Però credo tantissimo nelle potenzialità di questo strumento, è il mio preferito! Ora sto seguendo la diagnostica per immagini e forse il panorama black/white assumerà qualche sfumatura di significato!
      :D

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