domenica 18 agosto 2013

La mia coerenza e la birra

Quest'anno è stato l'anno di un parziale cambiamento del mio lifestyle, dovuto a una serie di cose (no, non sono una donna che si taglia i capelli per tagliare col passato, nemmeno una che guarda i ciottoli nella spiaggia e questi ultimi sono disposti in modo da farle capire qual è il vero senso della vita) che concernono soprattutto lo studio (si sono pragmatica che più pragmatica non ce la faccio, e odio le citazioni filosofiche nonché le elucubrazioni mentali e i voli pindarici che non portano da nessuna parte).

Il tutto è iniziato quando ho studiato biochimica, un anno fa come una sorta di "preannuncio del Sacro Cambiamento", e non ho più bevuto il bicchiere di troppo che permette il passaggio da "allegrotto" a "fuori come un balcone".
Poi quest'anno ho seguito fisiopatologia, e non ho più arrotolato tabacco in cartine da quattro soldi.
Poi a giugno ho studiato patologia, e qua una frase non basta: non mangio carne rossa più di una volta al mese, non mangio più insaccati o spinaci acquistati, non mangio più wurstel, non mangio roba fritta più di una volta a settimana, bevo mezzo bicchiere di nero d'Avola ogni giorno.

Ma non solo lo studio, dicevo, c'entra: infatti dopo un controllo ho iniziato a bere 2l di acqua al giorno, o giù di li. Ho iniziato a preoccuparmi per l'ambiente e la naturalezza del mio corpo e ho smesso di depilarmi compulsivamente, sto acquistando una coppetta mestruale, ho preso un paio di scarpe da running (che a onor del vero devo ancora utilizzare).

Sto anche tentando di convincere tutti intorno a me ad assumere uno stile di vita più salutare, cercando di non dimenticare l'esistenza del libero arbitrio - la cosa che in assoluto mi riesce peggio -.

Per Divina Grazia tutto ciò di cui sopra non è in stile talebano, perché se c'è un'integralista quella non sono io, quindi sono ammesse le eccezioni (a parte i wurstel che in lacrime ho totalmente abolito e non ne mangio nemmeno a pagamento).

La cosa strana è che nulla di tutto questo mi è risultato difficoltoso, e qua entra in ballo un concetto che io detesto con tutta me stessa ovvero l'autoconvincimento. 
In definitiva odio il mio lobo frontale quando si comporta come tutti gli altri anche se la situazione è positiva questa volta. 
Ho visto gente così convinta di sé che è diventata quel prodotto diabolico della sua mente insana. E io fuggo da costoro. Mi nascondo. Sono razzista nei loro confronti. Ma questo è un altro post.

In definitiva il concetto che sta alla base di tutto, è che ciò che mi ha convinto a cambiare queste piccole abitudini, è stato il capire fino in fondo il perché delle cose: il perché fanno bene, il perché fanno male. 
Penso che non basti sapere che "questa cosa fa male" per smettere di farla.

Ancora più in profondità è con la coerenza che voglio proseguire i miei studi. 
Con la stessa coerenza vorrei poter distribuire consigli a chi mi domanda.
Con l'esempio che esistono gli strappi alla regola, che non bisogna essere ossessionati dai modi di fare. 
Per questo ho appena finito una birra.




lunedì 5 agosto 2013

I miei 69.66 euro

Convert 69.66 EUR to major currencies
69.66 EUR = 92.51 USD (US Dollar)
69.66 EUR = 103.85 AUD (Australian Dollar)
69.66 EUR = 60.51 GBP (British Pound Sterling)
69.66 EUR = 96.15 CAD (Canadian Dollar)
69.66 EUR = 567.27 CNY (Chinese Yuan Renminbi)
69.66 EUR = 5,653 INR (Indian Rupee)
69.66 EUR = 9,160 JPY (Japanese Yen)
69.66 EUR = 910.30 ZAR (South African Rand)
69.66 EUR = 85.98 CHF (Swiss Franc)

Convert 69.66 EUR to same region currencies
69.66 EUR = 60.51 GBP (British Pound Sterling)
69.66 EUR = 519.31 DKK (Danish Krone)
69.66 EUR = 60.52 GIP (Gibraltar Pound)
69.66 EUR = 11,017 ISK (Iceland Krona)
69.66 EUR = 549.16 NOK (Norwegian Krone)
69.66 EUR = 61.12 XDR (Special Drawing Right - SDR)
69.66 EUR = 611.52 SEK (Swedish Krona)
69.66 EUR = 85.98 CHF (Swiss Franc)


Ho sempre dato un forte significato al valore dei soldi, soprattutto perché non lavoro, soprattutto perché non ne ho poi così tanti, soprattutto perché sono del parere che i soldi debbano essere barattati con qualcosa che corrisponde al valore speso.

Con 69.66 euro si può acquistare questo e quest'altro modello di scarpa per uomo. 

Invece ieri mi è accaduto di prenderli (metaforicamente parlando) e di buttarli nel cesso, causa una strana congiunzione astrale per la quale i giorni in cui alloggiare in una stanza di un hotel in un mese futuro, sono corrisposti esattamente con il giorno in cui ho effettuato la prenotazione (cioe cioè ieri) e successive quattro notti del mese corrente, senza che io mi accorgessi di nulla. 

Capisco che possa risultare un po' contorto per delle menti normali e non sfigodeviate come la mia.
Avrei dovuto prenotare quella stanza per ottobre. Sì, ad ottobre per il mio fottutissimo viaggio a Parigi alla "Thelma e Louise" de noantri. E non per agosto. Non per ieri, per oggi, per domani e per dopodomani.
Infatti ieri ero in Italia, non mi trovavo a Parigi e non ho potuto godere della mia matrimoniale ordinata e pagata (fortunatamente "solo") per una notte mai trascorsa al suo interno; 

Il tutto si è svolto con tanto di: telefonata in Toscana (per avvisare chi partirà con me che ha collaborato alle scene che seguono - tranne il quasisvenimento -); quasisvenimento che mi è preso improvvisamente immaginando le mie finanze prosciugate se non avessero accettato la cancellazione con così poco preavviso e mi sarei ritrovata a pagare una cifra quadruplicata (corredato di bustina di zucchero e gambe alzate); telefonata in Francia svoltasi in un inglese maccheronico (dato che - ovviamente - non conosco una parola di francese) supplicando un povero tizio che fortunatamente ha capito il mio panico; telefonata in Inghilterra (alla compagnia che ha mediato l'acquisto della suddetta stanza) preceduta da una ricarica telefonica da 15 euro fatta in circa 4,713 secondi; un paio di mail tradotte con google translate in due/tre lingue e inviate a due/tre destnatari; idea di bloccare la carta e scappare a Honolulu; ansia che quasi nemmeno prima dell'esame di anatomia umana la seconda (e ultima) volta che lo provai. 

Se credete che tutto questo non sia stato sufficiente per indurre la mia ghiandola surrenale a svuotarsi completamente sia nella corticale che nella midollare, vi sbagliate di grosso. 


Tutti i glucocorticoidi che ho sprecato ieri mi hanno fatto ingrassare di almeno due chili in tre ore, delle catecolamine non ne parlo nemmeno. 

Ho bisogno di non dimenticare mai quanto accaduto perché mai più accada. 

Ho bisogno di una nuova stanza per la GIUSTA data. 

Ho bisogno di recuperare i miei 69.66 euro. 




domenica 21 luglio 2013

La mia gita in montagna


(Oggi sono andata in una riserva naturale, io, i miei antichi compagni di classe, la natura.
Cose che ho notato e mi hanno piacevolmente colpita:
1) sono stata un'intera giornata senza linea telefonica, e non mi è dispiaciuto;
2) le persone non cambiano (nell'accezione positiva che si nasconde dietro il non cambiare) e se cambiano, possono farlo anche in meglio.

Sono rimasta piacevolmente colpita perché dopo 4 anni senza vedere - se non per fortuiti e fugaci incontri -  i miei compagni, la confidenza era integra, così ho capito anche che la confidenza si può non perdere. Questo insegnamento naturale sulla gestione delle mie relazioni mi serve particolarmente adesso in cui si sta chiudendo un definitivamente un'era della mia vita - che non c'entra nulla con oggi - e mi dà sollievo.

(Ho avuto per 5 anni la stessa compagna di banco (nda: 4 anni e mezzo escludendo i primi mesi di scuola in cui ancora ci dovevamo conoscere), gli stessi (quasi) compagni nel banco dietro e gli stessi (quasi) compagni nel banco davanti. Mi piacciono le amicizie quelle per l'appunto che la confidenza era integra!
In fondo mi piaceva moltissimo andare a scuola, non mi pesava alzarmi alle 6.50 mentre adesso fatico ad alzarmi alle 7.45 per andare a lezione. Non mi pesava affrontare le interrogazioni, improvvisare, parlare secondo la pancia, argomentare, fare voli pindarici tra argomenti apparentemente non collegati tra loro.
Mi piaceva soprattutto fare i temi.
L'università invece non mi piace, non mi piace fare gli esami e intendo proprio rispondere alle domande a volte anche bigotte cui seguono risposte preconfezionate a professori che non vogliono in realtà una risposta, no. Vogliono la loro versione della risposta. Questa penso che sia la cosa peggiore che caratterizza il patema della mia vissutamalevitaaccademica.
Ho avuto non poche difficoltà nello scegliere la facoltà.
Ho avuto non poche difficoltà a dare confidenza dunque conoscere colleghi nuovi.
Ho avuto ben poche difficoltà a superare il fatto di non aver passato anatomia al primo tentativo.
Ho non poche difficoltà ad accettare come stanno andando adesso le cose.
E non ho detto che vanno male. Ho detto che non accetto come stanno andando adesso le cose.
Io mi accontento.
Mi odio perché mi accontento.

Ognuno vive i suoi anni d'oro, per me non sono questi, sarò un'eterna fanciulla ma rimpiango quei bei tempi della scuola).

Ma oggi voglio essere malinconica felice, per questo ho usato le parentesi, perché si aprono e se si vuole si chiudono, e non è detto neanche questo, infatti io faccio quello che voglio con le parentesi, certe parentesi le apro e le chiudo, certe parentesi le apro e basta, come la prima di tutte in questo post.

Non sono molto sicura di me stessa, però non nel senso che sono insicura, piuttosto ci metto un po' ad esserlo ed è fondamentale che veda negli altri qualcosa che permetta di sciogliere i nodi che ho dentro...
Oggi ero senza nodi, ed ero contenta!

sabato 13 luglio 2013

La mia delusione

è dover togliere la sveglia,
è dover uscire la sera e fare tardi,
è dover andare al mare,
è dover far nulla
prima di mercoledì.

mercoledì 10 luglio 2013

Il mio sfigmomanometro

Vivo in un piccolo paese a pochi metri dal mare, non c'è mai particolarmente freddo e l'unica volta che vidi nevicare fu nel 1998 quando avevo 8 anni e una sorella nata da pochi mesi, forse appena uno. 
Il mare qua non è poi così bello da togliere il fiato, ma a me piace, sarà che non ci vado mai da sola. Non sono nemmeno una grande fan delle spiagge a dirla tutta però è un ottimo modo per trascorrere le calde giornate estive.

Qua si va a scuola a piedi fino alla terza media dopo di che si sale su un pullman e ci si dirotta verso nuove mete, si inizia presto ad essere pendolari e perlustrare il mondo, anche se questo mondo è la cittadina accanto, così grande per una 13enne, così piccola per me, adesso. 
E poi ti diplomi, giustamente cambi i tuoi ormai piccoli spazi per altri ancora più grandi; se tu, lettore, la pensi come, non vorresti mai uscire dai confini della tua isola, e sfrutti ogni possibilità che ti offre, anche se scarsa, poiché è la tua unica grande possibilità, quella in cui credi.
Il retroscena è sempre lo stesso, una madre e un padre che ti sostengono in tutto, una fortuna non da poco.
Ogni fine settimana torno a casa, da brava pendolare, a volte ne salta qualcuno per motivi di studio, ma poi arrivano le vacanze di Natale e la tanto attesa estate.
E son qua.
E son felice di essere qua

C'è stato un tempo in cui le persone cambiavano intorno a me come cambiavano i posti e le situazioni, a un certo punto i volti si sono fatti sempre più delineati, sono gli amici della mia vita. Chi nuovi, chi vecchi, ma penso che più o meno da qui in poi saranno sempre le stesse belle facce.

La vita per uno studente medio di medicina non è facile, circondata da colleghe strafighe con le borse all'ultima moda, i pantaloni a zampa e le scarpe con le zeppe e colleghi da passerella con i Roy Rogers e i mocassini.
Allo stesso modo io vedevo i miei compagni delle medie, avevano tutti qualcosa da condividere, in primis il virus della mononucleosi. Io li invidiavo a volte, volevo avere anche io un sacco di amici, un amore da sfoggiare, un paio di jeans attillati invece della mia amata tuta che non ho avuto il coraggio di togliere perché mi vergognavo di esser bella, e perché in fondo avevo già il coraggio di tenerla e troppo coraggio poi si sa, fa male. 
E pensare che passavo la ricreazione insieme a un gruppo di ragazzi sfigati come me che non erano miei amici e non lo sono neanche adesso, per non stare da sola. Anche se a volte lo preferivo - stare da sola intendo - perché in fondo poi non ero proprio sola, trascorrevo quei pochi minuti leggendo un libro della biblioteca, finché non li ho letti tutti. Badate, non erano mica milioni di migliaia! 

Eppure oggi non temo il confronto, sono una donna, è un po' strano dirlo. Non temo il confronto perché mi piaccio tantissimo, mi piace tantissimo ciò che sono, chi sono: io. 
E c'è anche qualcuno a cui io piaccio, e forse una delle più grandi opportunità che ho poiché ci sono pure quei giorni in cui mi piaccio di meno, per fortuna, direi.

Oggi sono contenta di ciò che ho, un po' meno di come amministro certi aspetti della vita, sempre però con dei baluardi che mi ricordano quali sono le cose importanti. 
Sono contenta di sognare un viaggio a Dublino per settembre.
Sono contenta di ricordare il viaggio a Londra di quattro anni fa - il primo organizzato con i miei amici - che ha stravolto il mio cuore in tutti i sensi, o l'ultimo a Barcellona, o quello di ogni settimana a Palermo che il mio cuore non lo ha stravolto, semplicemente lo abita.
Oggi sono contenta perché ho comprato uno sfigmomanometro e posso misurare la pressione ai miei vicini di casa  che ne hanno bisogno.

venerdì 5 luglio 2013

Il mio modo di fare

Se potessi cambiare qualcosa di me, sceglierei di avere più forza di volontà.
In realtà ciò che più voglio lo ottengo, per questo è parere comune che io sia molto determinata e indomabile nei miei intenti. 
Non è affatto vero.
Quando scelgo di darmi una seconda possibilità, è solo il preludio per avere la terza. E' più bello l'ultimo momento, quello in cui o la va o la spacca, sono molto lucida in quegli attimi. 
Sono molto attenta, sono anche molto sbadata, chi ha mai detto che non si possa essere entrambe le cose, forse non si può essere uomo o donna contemporaneamente, ma ci sono tante cose opposte che si possono ESSERE nello stesso momento. Ora. 

Io sono, è un bello slogan, a qualcuno apparirà un po' scontato, forse perché ce lo insegnano alla scuola elementare, è roba vecchia, non va più di moda il verbo essere.

Ma è la prima cosa che si impara.

E' una sorta di cono, il gelato glielo metti tu, a seconda di che gusto ti piace sei.

Vorrei che i miei capelli fossero più lunghi per poterli finalmente tagliare.

domenica 21 aprile 2013

Il mio camice bianco

A un certo punto è lunedì, metti un camice.
Entri alle 8 proprio come chi lavora, ma non si deve lavorare, si ascolta un mucchio di gente che ha da dirti ciò che sa, che insegna, e si guarda un sacco, solo a guardare impari un sacco di cose belle, ti piace e magari ausculti un torace. 
E' solo un tirocinio, quindi si parte da zero. 
Ti chiedono di fare un'anamnesi: come diavolo si farà mai un'anamnesi? Bisogna prima di tutto scegliere una espressione giusta per una dolce signora che ti guarda impaziente e un po' divertita perché ha già risposto a tutte quelle domande, ed è disposta a ripeterle per farti imparare. Grazie, grazie e spero che non debba tornare lì tanto frequentemente. 

Poi si devono scegliere le parole giuste, per farsi capire bene senza far preoccupare: non posso mica chiedere "minziona regolarmente?", diversi sinonimi mi frullano per la testa, e alla fine scelgo la formula più semplice: "Quante volte al giorno fa la pipì?", pipì è una delle prime parole che si impara da bambini, è così semplice! Pi-pì! E' pensino una parola bella da sentire! 

Alcune signore ti fanno delle domande ma non sanno che in realtà non sai bene nemmeno se sei entrato nel reparto giusto. In effetti che torto hanno: hai un camice, una penna nel taschino, nella tasca un fonendoscopio, non ti si può certo scambiare per un avvocato divorzista! 
- Pensa velocemente una risposta gentile!!! - "Ehm, aspetti un attimo che chiedo fuori!", per fortuna c'è sempre qualcuno che conosce le risposte che ti mancano.

Sono stata un po' impacciata, ma alla fine della settimana muoversi là dentro è stato più facile di quanto pensassi. 

E' stato bello! E' stato davvero bello!