domenica 21 luglio 2013

La mia gita in montagna


(Oggi sono andata in una riserva naturale, io, i miei antichi compagni di classe, la natura.
Cose che ho notato e mi hanno piacevolmente colpita:
1) sono stata un'intera giornata senza linea telefonica, e non mi è dispiaciuto;
2) le persone non cambiano (nell'accezione positiva che si nasconde dietro il non cambiare) e se cambiano, possono farlo anche in meglio.

Sono rimasta piacevolmente colpita perché dopo 4 anni senza vedere - se non per fortuiti e fugaci incontri -  i miei compagni, la confidenza era integra, così ho capito anche che la confidenza si può non perdere. Questo insegnamento naturale sulla gestione delle mie relazioni mi serve particolarmente adesso in cui si sta chiudendo un definitivamente un'era della mia vita - che non c'entra nulla con oggi - e mi dà sollievo.

(Ho avuto per 5 anni la stessa compagna di banco (nda: 4 anni e mezzo escludendo i primi mesi di scuola in cui ancora ci dovevamo conoscere), gli stessi (quasi) compagni nel banco dietro e gli stessi (quasi) compagni nel banco davanti. Mi piacciono le amicizie quelle per l'appunto che la confidenza era integra!
In fondo mi piaceva moltissimo andare a scuola, non mi pesava alzarmi alle 6.50 mentre adesso fatico ad alzarmi alle 7.45 per andare a lezione. Non mi pesava affrontare le interrogazioni, improvvisare, parlare secondo la pancia, argomentare, fare voli pindarici tra argomenti apparentemente non collegati tra loro.
Mi piaceva soprattutto fare i temi.
L'università invece non mi piace, non mi piace fare gli esami e intendo proprio rispondere alle domande a volte anche bigotte cui seguono risposte preconfezionate a professori che non vogliono in realtà una risposta, no. Vogliono la loro versione della risposta. Questa penso che sia la cosa peggiore che caratterizza il patema della mia vissutamalevitaaccademica.
Ho avuto non poche difficoltà nello scegliere la facoltà.
Ho avuto non poche difficoltà a dare confidenza dunque conoscere colleghi nuovi.
Ho avuto ben poche difficoltà a superare il fatto di non aver passato anatomia al primo tentativo.
Ho non poche difficoltà ad accettare come stanno andando adesso le cose.
E non ho detto che vanno male. Ho detto che non accetto come stanno andando adesso le cose.
Io mi accontento.
Mi odio perché mi accontento.

Ognuno vive i suoi anni d'oro, per me non sono questi, sarò un'eterna fanciulla ma rimpiango quei bei tempi della scuola).

Ma oggi voglio essere malinconica felice, per questo ho usato le parentesi, perché si aprono e se si vuole si chiudono, e non è detto neanche questo, infatti io faccio quello che voglio con le parentesi, certe parentesi le apro e le chiudo, certe parentesi le apro e basta, come la prima di tutte in questo post.

Non sono molto sicura di me stessa, però non nel senso che sono insicura, piuttosto ci metto un po' ad esserlo ed è fondamentale che veda negli altri qualcosa che permetta di sciogliere i nodi che ho dentro...
Oggi ero senza nodi, ed ero contenta!

sabato 13 luglio 2013

La mia delusione

è dover togliere la sveglia,
è dover uscire la sera e fare tardi,
è dover andare al mare,
è dover far nulla
prima di mercoledì.

mercoledì 10 luglio 2013

Il mio sfigmomanometro

Vivo in un piccolo paese a pochi metri dal mare, non c'è mai particolarmente freddo e l'unica volta che vidi nevicare fu nel 1998 quando avevo 8 anni e una sorella nata da pochi mesi, forse appena uno. 
Il mare qua non è poi così bello da togliere il fiato, ma a me piace, sarà che non ci vado mai da sola. Non sono nemmeno una grande fan delle spiagge a dirla tutta però è un ottimo modo per trascorrere le calde giornate estive.

Qua si va a scuola a piedi fino alla terza media dopo di che si sale su un pullman e ci si dirotta verso nuove mete, si inizia presto ad essere pendolari e perlustrare il mondo, anche se questo mondo è la cittadina accanto, così grande per una 13enne, così piccola per me, adesso. 
E poi ti diplomi, giustamente cambi i tuoi ormai piccoli spazi per altri ancora più grandi; se tu, lettore, la pensi come, non vorresti mai uscire dai confini della tua isola, e sfrutti ogni possibilità che ti offre, anche se scarsa, poiché è la tua unica grande possibilità, quella in cui credi.
Il retroscena è sempre lo stesso, una madre e un padre che ti sostengono in tutto, una fortuna non da poco.
Ogni fine settimana torno a casa, da brava pendolare, a volte ne salta qualcuno per motivi di studio, ma poi arrivano le vacanze di Natale e la tanto attesa estate.
E son qua.
E son felice di essere qua

C'è stato un tempo in cui le persone cambiavano intorno a me come cambiavano i posti e le situazioni, a un certo punto i volti si sono fatti sempre più delineati, sono gli amici della mia vita. Chi nuovi, chi vecchi, ma penso che più o meno da qui in poi saranno sempre le stesse belle facce.

La vita per uno studente medio di medicina non è facile, circondata da colleghe strafighe con le borse all'ultima moda, i pantaloni a zampa e le scarpe con le zeppe e colleghi da passerella con i Roy Rogers e i mocassini.
Allo stesso modo io vedevo i miei compagni delle medie, avevano tutti qualcosa da condividere, in primis il virus della mononucleosi. Io li invidiavo a volte, volevo avere anche io un sacco di amici, un amore da sfoggiare, un paio di jeans attillati invece della mia amata tuta che non ho avuto il coraggio di togliere perché mi vergognavo di esser bella, e perché in fondo avevo già il coraggio di tenerla e troppo coraggio poi si sa, fa male. 
E pensare che passavo la ricreazione insieme a un gruppo di ragazzi sfigati come me che non erano miei amici e non lo sono neanche adesso, per non stare da sola. Anche se a volte lo preferivo - stare da sola intendo - perché in fondo poi non ero proprio sola, trascorrevo quei pochi minuti leggendo un libro della biblioteca, finché non li ho letti tutti. Badate, non erano mica milioni di migliaia! 

Eppure oggi non temo il confronto, sono una donna, è un po' strano dirlo. Non temo il confronto perché mi piaccio tantissimo, mi piace tantissimo ciò che sono, chi sono: io. 
E c'è anche qualcuno a cui io piaccio, e forse una delle più grandi opportunità che ho poiché ci sono pure quei giorni in cui mi piaccio di meno, per fortuna, direi.

Oggi sono contenta di ciò che ho, un po' meno di come amministro certi aspetti della vita, sempre però con dei baluardi che mi ricordano quali sono le cose importanti. 
Sono contenta di sognare un viaggio a Dublino per settembre.
Sono contenta di ricordare il viaggio a Londra di quattro anni fa - il primo organizzato con i miei amici - che ha stravolto il mio cuore in tutti i sensi, o l'ultimo a Barcellona, o quello di ogni settimana a Palermo che il mio cuore non lo ha stravolto, semplicemente lo abita.
Oggi sono contenta perché ho comprato uno sfigmomanometro e posso misurare la pressione ai miei vicini di casa  che ne hanno bisogno.

venerdì 5 luglio 2013

Il mio modo di fare

Se potessi cambiare qualcosa di me, sceglierei di avere più forza di volontà.
In realtà ciò che più voglio lo ottengo, per questo è parere comune che io sia molto determinata e indomabile nei miei intenti. 
Non è affatto vero.
Quando scelgo di darmi una seconda possibilità, è solo il preludio per avere la terza. E' più bello l'ultimo momento, quello in cui o la va o la spacca, sono molto lucida in quegli attimi. 
Sono molto attenta, sono anche molto sbadata, chi ha mai detto che non si possa essere entrambe le cose, forse non si può essere uomo o donna contemporaneamente, ma ci sono tante cose opposte che si possono ESSERE nello stesso momento. Ora. 

Io sono, è un bello slogan, a qualcuno apparirà un po' scontato, forse perché ce lo insegnano alla scuola elementare, è roba vecchia, non va più di moda il verbo essere.

Ma è la prima cosa che si impara.

E' una sorta di cono, il gelato glielo metti tu, a seconda di che gusto ti piace sei.

Vorrei che i miei capelli fossero più lunghi per poterli finalmente tagliare.