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domenica 21 settembre 2014

I miei periodi a effetto

Intanto che la salsiccia scongelata in frigo virava di colore, ho deciso che stasera avrei cenato. Erano appena le 23.20.

Ho avuto la brillante idea di andare in reparto la mattina, appena 4 giorni prima dell'esame. Il pomeriggio ho dovuto studiare dalle 16 alle 23 per recuperare. Le stesse 23 di cui sopra.

I panini col prosciutto improvvisati dopo essere entrata per disperazione al Carrefour sono diventati - in maniera del tutto scontata - la quotidianità.

Per non rischiare la disidratazione mi compiaccio del mio bere i 2 litri di acqua al giorno. Pur tuttavia resto preoccupata delle scarse minzioni dovute al fatto che mi annoia alzarmi per raggiungere la latrina comune.

Ho provato andare in biblioteca la mattina, ma mi distraevo troppo a ideare delle critiche distruttive circa: 
- colleghi con dubbi gusti in fatto di montature di occhiali stile Antonello Venditti; 
- colleghi con gusti ancora più dubbi per quanto concerne camicie quadrettate indossate aperte sopra le magliette e annodate alla vita; 
- il tizio che andava in bagno ogni 30 minuti mentre io ripetevo a mente l'ipertrofia prostatica benigna.

Cerco in continuazione un aneurisma toracico pulsante nel mio epigastrio e un giorno l'ho pure trovato.

Visto che ho cambiato casa e ho le cristal ball in procinto di scoppiare ogni qual volta non sono sola in casa, ho deciso che quando sarò economicamente indipendente, col cazzo che starò con dei coinquilini. (Periodo scurrile di sfogo)

Oggi ho preso tutte le vene. Tranne una. Che poi l'ho presa da un'altra parte! Tiè!

venerdì 20 giugno 2014

Le mie cose mentre ero assente

Cose che ho fatto in questi quasi due mesi in ordine sparso e non cronologico:

- trascorso gli ultimi giorni in reparto;
- imparato a fare 3 tipi di nodi chirurgici;
- fatto due esami in una settimana;
- letto 2 libri
- visto 4 o 5 film;
- speso un centinaio d'euro;
- salutato una persona importante che è andata a lavorare in Inghilterra;
- ritrovato i documenti smarriti;
- perso il mio portacolori secolare. Pieno.
- perso un paio di chili;
- dormito veramente poco, tanto da raggiungere i minimi storici;
- iniziato una nuova serie tv canadese;
- dato i punti su una cotenna di maiale durissima;
- mangiato un plumcake con gelato panna e cioccolata calda;
- sentito parecchio caldo;
- acquistato una rilegatrice ad anelli su Amazon;
- tagliato i capelli;
- mangiato cous cous;
- mangiato al Burger King;
- mangiato una volta la carne rossa;
- festeggiato il mio 24esimo compleanno;
- bevuto un paio di litri di birra;
- pianto di gioia;
- scoperto una nuova vita;
- fatto un'ecografia ostetrica a una mia amica;
- scattato circa 100 fotografie;
- usato per la prima volta uno spazzolino elettrico regalatomi;
- iniziato un "diario di reparto" cartaceo;
- cantato a squarcia gola "Colpa d'Alfredo";
- ascoltato compulsivamente una "Futura" di Lucio Dalla;
- ascoltato compulsivamente una "Sogno" di Gianna Nannini;
- ucciso una blatta;
- ricevuto 2 o 3 morsi di zanzara;
- avuto paura;
- incontrato 5 sconosciute;
- fatto decine di film mentali;
- comprato 3 evidenziatori gialli, un colore sottile bi-punta rosso e blu, una matita a mine Bic;
- regalato 10 evidenziatori colorati;
- incazzarmi per colpa di una lode mancata e donata ad altri;
- studiato;
- usato la coppetta mestruale;
- insegnato a fare 3 tipi di nodi chirurgici;
- parlato del più e del meno;
- parlato di cose importanti;
- stretto amicizie su facebook;
- messo annunci si internet;
- preparato 2 insalate di farro;
- comprato la colazione;
- spostato una scrivania;
- ...

Non mi viene in mente altro.
A presto, forse!




giovedì 26 dicembre 2013

La mia storia di Natale

Qua la cosa più importante del Natale è certamente una: il pranzo.
Nella mia famiglia - piccola e emigrata in province diverse da quelle di origine di almeno un genitore - non è uso fare il cenone della vigilia, per cui la mamma, da brava mamma, concentra tutte le forze culinarie in suo potere per preparare più roba possibile per il pranzo di Natale. 
Che in realtà sono "due in uno" per recuperare quello mancante della vigilia: antipasti almeno 10 tipi diversi, 2 paste, 2 carne, 2 contorni (di cui uno fritto), 2 tipi di dolce (di cui un profitterol), frutta, caffè, liquore e ovviamente una Riopan e acqua tonica per cercare di digerire il tutto con i minimi esiti di esofagite e gastrite. Ovviamente è impossibile mangiare tutto, figuriamoci smaltire entro la giornata! E io non sono una tipa schizzinosa! Della serie che dopo pranzo mi sono data per morta sul divano, ho cercato di dormire un po' e mi sono svegliata con una tachicardia che manco dopo una corsa, con 98 battiti al minuto di frequenza!
Mi pare di aver parlato di qualcosa che suonerà familiare a tutti i siciliani; sia residenti sia quelli che vivono altrove, nonché abitanti del Sud Italia tutto!

Quest'anno i giorni prima di Natale non mi sono sembrati molto intensi, non c'è stato il solito spirito natalizio (e con spirito natalizio s'intende ascoltare il cd di Natale, guardare i cartoni alla Rai, fare mille pacchetti e decorare la casa a festa), un po' perché sta settimana è volata tra impegni vari, riunioni e simili, un po' perché ho dovuto prendere i libri per il prossimo esame, che agli esami del Natale, Capodanno e compagnia bella non gliene frega niente! Sedersi a tavola giorno 24 dopo aver stampato la lezione sulle leucemie non è stato certo il massimo del divertimento, però non posso lamentarmi perché oggi posso passare le vacanze di Natale con la mia famiglia e non invidio per nulla i colleghi specializzandi che hanno le guardie nei giorni festivi!
E insomma, la giornata è trascorsa, è terminata con mia mamma che si comprava l'intero tabellone del monopoli mandando in bancarotta tutta la famiglia (bella mamma!), videochiamata coi cugini americani - che un parente oltreoceano ce l'abbiamo un po' tutti - e per finire attività fisica notturna con mia sorella grazie a Just Dance cercando di bruciare almeno l'1% delle kcal accumulate nella giornata.

Insomma alla fine qualunque problema mi impensierisca non mi impedisce di amare questo momento magico che risveglia in me tanti ricordi di quand'ero bambina, che mi fa essere contenta tutto il giorno e che mi regala sempre una sorpresa, mi fa ricordare il mio essere e mi aiuta a ricongiungermi con i miei cari. Al di là dei pranzi e dei regali è sicuramente la festa cristiana che più preferisco, alla quale mi dedico con più intensità!
Mi auguro che sia sempre Natale dentro al mio cuore!
Buon Natale a tutti!


venerdì 25 ottobre 2013

La storia della mia anima

Stamattina mi sono sono svegliata, ho staccato la sveglia e mi sono riaddormentata. E' una cosa che non avevo mai fatto in città, questo può voler dire una serie di cose:
1) anche qua sono a casa;
2) non ho voglia di far nulla;
3) mi piace dormire.
Forse tutti e tre i punti sono veri. Da quando mi sono alzata continuo a canticchiare questa canzone, chissà perché.

Ma andiamo a ritroso con ordine.
Ormai la settimana è conclusa, ho ancora strascichi di tonsillite, resti di tosse e il naso chiuso. Un po' per spavalderia, un po' per testardaggine, ho voluto mettere alla prova le mie difese immunitarie, ho avuto un'infezione e non l'ho voluta curare con gli antibiotici, i pro sono che ho vinto io, unicamente con le mie forze, i contro sono che sto così da 8 giorni e anche se non ho più dolori da lunedì, si tratta comunque una guarigione lenta. 

Però non ho fretta. Questa frase rispecchia il periodo che sto attraversando.
Non ho fretta di andare a lezione e ci vado molto poco.
Non ho fretta di andare a letto quindi vado a dormire tardi.
Non ho fretta di fare gli esami quindi vado in reparto.
Non ho fretta di vivere quindi mi sento in pace con me stessa, sto bene.

Ecco questa situazione non può durare per sempre, perché arriverà un giorno in cui prenderanno le presenze in aula e io non ci sarò, avrò sonno per essere andata a letto tardi, così sonno da non riuscire ad alzarmi in tempo per andare in reparto e dovrò studiare giorno e notte per arrivare preparata alla sessione di esami. Non so se in questo caso sarò ancora in pace con me stessa.

Però...
Il reparto, dicevo, ho trovato un professore incredibilmente disponibile che ci fa lavorare, in un solo giorno ho già imparato qualcosa di concreto sull'anatomia addominale, ho fatto alcune manovre e visitato alcuni pazienti. Sono felice poiché non immaginavo ancora il giorno in cui avrei usato le mani per fare qualcosa di diverso dal sottolineare pagine e pagine infinite di libri, fotocopie, dispense, slide, sbobinature, appunti e chi più ne ha più ne metta.

Ho ricevuto un regalo di Natale in anticipo, regalo graditissimo ma senza dubbio contentezza perché tutto questo è estremamente dolce!

Ho trascorso un'intera notte a parlare, non importa di cosa, cose importanti, cose stupide, cose che magari di giorno non se ne parla, cose che alle 5 di mattina restano solo 4 ore per concludere la notte dormendo, cose che a me rendono estremamente felice.

Mi sto preparando a festeggiare un evento che mi rende contenta solo a pensarci.

Sono uscita e ho conosciuto persone nuove, alcune le ho fatte conoscere tra loro e mi piace pensare che se mai un giorno si rivedranno e si risaluteranno è un po' grazie a me.

Ho riflettuto tantissimo sull'amicizia e come gli amici collaborano tra loro per far felici altri amici.

So di essere felice. Più del solito, è bello!




martedì 15 ottobre 2013

Le mie considerazioni sulla settimana

Sto odiando andare a lezione, giusto questi due giorni l'aula è occupata e quindi mi sto dando alla culinaria. Ma la mattina vado ad esplorare reparti, oggi sono entrata in chirurgia pediatrica e non so se sia il caso di dargli una seconda possibilità.
In realtà ho un pensiero che mi sta mangiucchiando il cervello. Ancora è prematuro quindi devo aspettare almeno il secondo semestre.
Con lo studio delle sistematiche le idee vanno delineandosi, rendendosi sempre più confuse. 
Lo so è un ossimoro, so solo che in linea di massima le cliniche sono noiose, le chirurgie un po' meno. E viceversa. 
Lo so è un controsenso ma a dirla tutta la mia vita è piena di controsensi quindi questo è solo uno tra tanti.

Ci sono lezioni che starei a seguire per 3 ore di fila, altre che dopo 15 minuti sono già a giocare ad Angry Words finché non si scarica il telefono.

Dicevo, culinaria: ispirandomi a una ricetta trovata sul web, ho cambiato tutti gli ingredienti e ho fatto una focaccia ripiena di tonno cipolla e radicchio, cosparsa di sesamo e pomodorini, poi c'è stato un piccolo incendio, però siamo rimasti vivi. 
Amo preparare gli impasti, guardarli diventare dorati in forno, ed emanare profumo, mettere le dita dentro la pasta morbida che all'inizio è appiccicosa e poi liscia ed elastica, un po' come mettere le mani dentro i sacchi coi legumi.

Il Favoloso Mondo di Amelie


Poi quando entro alla Feltrinelli mi ricordo dell'amore, ci sono andata domenica e ho pensato a quanto sia un posto romantico. Perché per me questa settimana è iniziata domenica.
E' uno dei miei posti preferiti, che ci sia confusione o che non ci sia nessuno, riesco a isolarmi tra gli scaffali.

In fondo è una bella settimana, lo so già martedì.

mercoledì 18 settembre 2013

La mia finestra due

La mia nuova finestra

Si può dire che io mi sia definitivamente stabilizzata nella nuova casa. A dire il vero non sono per nulla stabilizzata mentalmente parlando. La caratteristica di avere una forma mentis molto molto abitudinaria e a tratti conservativa mi dà non pochi problemi in queste occasioni.
Adesso ho uno spazio triplicato rispetto a prima e ancora non so cosa farne. 
Ho due letti e ancora non so cosa farne.
Ho una scrivania e ancora non so cosa farne.
Attualmente uso queste parti della stanza come poggia oggetti, indumenti, bottiglie, zaini, tegami da riportare a casa, caricabatterie e simili. Si sono anche moltissimo disordinata.
La cosa che non sopporto è non riuscire a togliere quell'odore pungente di mobili, di legno, nuovo o vecchio che sia, di tarlo, di truciolare. I detersivi al profumo di brezza marina, tulipani olandesi, muschio bianco, a che cavolo servono?

Con pazienza e calma riuscirò ad adattarmi, in fondo ho solo 23 anni.

In attesa di riprendere a studiare passo le mie giornate a fare la Settimana Enigmistica e impazzire dietro a Bartezzaghi, sfidare i miei limiti mentali che non mi permettono di risolvere più di tre rebus tra tutti quelli proposti, guardare le ultime puntate di The Mentalist che mi stuffava concludere a giugno, cucinare il pranzo e sbrigare alcuni affari che poi affari non lo sono per nulla.

Non è poi così male.





mercoledì 28 agosto 2013

La mia finestra

Mi interrogo sul significato di un posto.

La mia casa ha una grande vetrata sulla cucina che dà su un piccolo balcone sempre fuligginoso per via delle auto e i bus che passano sulla strada. È sopra un tendone colorato che a volte il vento strappa.
I colori sono gli stessi che si vedono dagli altri balconi, gli africani che festeggiano, i macellai che macellano.
La luce c'è tutto il giorno fino al tramonto perché il sole è dal lato del balcone tutto il pomeriggio.

Le case degli studenti sono sempre trafficate anche quando non c'è nessuno, forse dentro hanno l'anima dei giovani. Sono case vecchie abitate da giovani (tranne la dirimpettaia).
Per lo più fatiscenti, per colpa dei quartieri antichi quando dai tetti delle case si guardava la stazione centrale in attesa delle truppe della guerra. 

E poi nessuno se ne cura, i più fortunati hanno una cucina vera, quella incassata dentro i mobili. Con un forno vero. Un frigo vero. Un lavello vero.
Noi siamo state fortunate: nella mia casa c'è anche un divano in cucina dove dormire dopo pranzo e incastrarsi in tre la sera. Massimo tre perché in quattro non ci si entrerebbe.


In un modo o nell'altro abbiamo abitato li tre anni. Io quattro. Sono la più giovane eppure ho più anni della nostra casa alle spalle.

Mi piace tantissimo anche se ho una piccola stanza, ed è molto rumoroso li intorno per via dei motorini dell'acqua. 
Poi salgono degli odori dal piano di sotto: di patate bollite, cipolle e peperoni arrostiti, carciofi coi gambi e fagiolini verdi pure loro bolliti. E la caponata. Li sento solo io e mi piacciono, sono odori lievi e poco invadenti, il più buono è l'odore del gas acceso, quell'odore dei fornelli da campo o tipico delle grandi fiamme. La sera è gia sparito tutto ma come si sa agli odori sottendono grandi ricordi.


La mia casa ha uno sgabuzzino che è più bello quando è disordinato, quindi sempre.

Le stanze sono tutte accoglienti, penso di aver dormito in ognuna. Non hanno mai fatto problemi le pareti, nemmeno le serrande e le persiane.

Il bagno ha il pavimento azzuro.

Raramente ho disfatto la valigia, odio disfare le valige. L'armadio l'ho usato poco, per lo più gli metto dentro le coperte e vestiti che uso poco. Ah e le magliette per dormire.
Ci entra ben poco nella mia stanza ma non c'è solo l'essenziale. L'essenziale è invisibile e infatti là si vedeva tutto, facile da trovare, in tutto 4 cassetti tra scrivania, comodino e armadio. E le mattonelle verde petrolio. Il mio piccolo buco.


È strano avere due case. Una tua perché è della tua famiglia; una tua perché sei lontano da casa, quindi ne serve un'altra. Non c'è la mamma e il papà quindi fondi un'altra famiglia tutta di femmine o tutta di maschi o tutta di femmine e maschi. 
Diventi sorella o fratello. È facile.


Le case di Palermo si assomigliano tutte, la mia non è speciale e nemmeno la più bella.
Ieri mi è successo che dopo quattro anni, ho traslocato.

Omaggio fotografico alla mia casa.