Intanto che la salsiccia scongelata in frigo virava di colore, ho deciso che stasera avrei cenato. Erano appena le 23.20.
Ho avuto la brillante idea di andare in reparto la mattina, appena 4 giorni prima dell'esame. Il pomeriggio ho dovuto studiare dalle 16 alle 23 per recuperare. Le stesse 23 di cui sopra.
I panini col prosciutto improvvisati dopo essere entrata per disperazione al Carrefour sono diventati - in maniera del tutto scontata - la quotidianità.
Per non rischiare la disidratazione mi compiaccio del mio bere i 2 litri di acqua al giorno. Pur tuttavia resto preoccupata delle scarse minzioni dovute al fatto che mi annoia alzarmi per raggiungere la latrina comune.
Ho provato andare in biblioteca la mattina, ma mi distraevo troppo a ideare delle critiche distruttive circa:
- colleghi con dubbi gusti in fatto di montature di occhiali stile Antonello Venditti;
- colleghi con gusti ancora più dubbi per quanto concerne camicie quadrettate indossate aperte sopra le magliette e annodate alla vita;
- il tizio che andava in bagno ogni 30 minuti mentre io ripetevo a mente l'ipertrofia prostatica benigna.
Cerco in continuazione un aneurisma toracico pulsante nel mio epigastrio e un giorno l'ho pure trovato.
Visto che ho cambiato casa e ho le cristal ball in procinto di scoppiare ogni qual volta non sono sola in casa, ho deciso che quando sarò economicamente indipendente, col cazzo che starò con dei coinquilini. (Periodo scurrile di sfogo)
Oggi ho preso tutte le vene. Tranne una. Che poi l'ho presa da un'altra parte! Tiè!



