Non so parlare il francese, per nulla, non capisco il significato delle parole perché non ho mai studiato questa lingua, insomma, sono scarsa di quelle che più scarse non ce n'è.
Questo preambolo mi è servito per dirvi che io la prima volta che l'ho vista, questa locandina...
...non mi ha suscitato niente di niente.
Zero.
Nessuna emozione o sensazione.
Poi per caso ho letto una inserzione pubblicitaria su un social network e ho capito che qualcuno stava facendo un film su Benjamin Malaussene, capro espiatorio! Guardando il trailer due domande me le sono poste: ma chi sono sti personaggi??? Sono dovuta andare a Parigi guardando le mille locandine affisse nella città per capire che "Au bonheur ogres" non significava qualcosa come "I buoni a nulla" e che non era il titolo originale del film che in Italiano ci avevano tradotto come "Il paradiso degli orchi" per farci capire meglio a cosa era ispirato, ma significava proprio quello! Era il titolo del libro, quelli erano i personaggi e la storia era quella! Insomma, ci siamo capiti! (Lo avevo detto che non capisco un grammo di francese!)
Ma per spiegarmi meglio, devo tornare indietro di almeno 9 anni. Andavo o al primo o al secondo superiore quando per caso mi prestarono "La fata carabina". Per caso e, batabang!, amore a prima vista, o dovrei dire a prima lettura! E guarda un po', faceva parte di una saga e non era neanche il primo uscito! Con ordine iniziai a leggerli tutti e tutti d'un fiato - permettetemi il gioco di parole! - insomma giurai amore eterno a Benjamin, io lo amavo il mio Benjamin, lo amavo così com'era nella mia mente, tracagnotto e bruttarello, e amavo Julie che aveva quella folta chioma riccia e rossa, cazzuta fino all'osso. Da li si può dire che la mia vita è cambiata, grazie a Jeremy ho iniziato a dare i nomi alle cose, grazie a Therese ho imparato ad essere un po' una veggente, grazie a Julius ho imparato che quando qualcuno ha l'epilessia gli si deve cacciar fuori la lingua. Soprattutto ho imparato a sognare!
Non stupitevi se vi dico che per me tutto questo non era ambientato in Francia, Belleville nel mio immaginario era un posto magico, inesistente da un punto di vista geografico, un po' come Fantàsia. Nessun nome era pronunciato da me con un accento francese: ma che ne so degli accenti io? Ero una giovane lettrice in cerca di linfa e realizzai che finalmente avevo uno scrittore preferito! E' un passo importante per chi come me si era sempre rifugiata nei libri per bramosia senza nemmeno pensare che qualcuno in fondo li aveva scritti!
Poi sono finiti, mi hanno accompagnato per un paio d'anni, ma come ogni storia c'è un'inizio e c'è una fine. Ricordo ancora quando comprai l'ultimo libro del ciclo: "La passione secondo Therese", già era diverso dagli altri, ma insomma prima o poi tutto finisce! Ciao Benjamin, non ti dimenticherò mai! Ti ho voluto anche dedicare un blog!
Così ho iniziato ad acquistare il resto oltre il Ciclo di Malaussene: li ho letti tutti eh! Anzi ne ho uno iniziato e lasciato lì, "Diario di scuola", ma è un mio diritto imprescindibile, proprio Pennac lo sa che il rischio c'è sempre! Uno dovo averci messo un intero anno a finirlo, l'ho prestato e ancora non mi è tornato indietro, sarei nera in un altra circostanza ma in questo caso no! "Ecco la storia" è troppo per me, sono troppo giovane e soprattutto troppo ignorante per poterlo apprezzare. Quello che più si è avvicinato a far riaccendere la vecchia passione è stato senza dubbio "Signori bambini", e anche "La lunga notte del dottor Galvan" non è male, è stato uno dei regali che volentieri ho fatto ad alcuni amici colleghi.
Vabbè insomma ci siamo capiti: quando esce un film tratto da un romanzo le aspettative sono alte. In primis perché ogni personaggio prende forma dentro la nostra mente, poi perché ci aspetteremmo che la storia sia raccontata TUTTA e con dovizia di dettagli anzi quelli che ci hanno colpito di più non possono e non devono mancare.
Ma io faccio parte di quella categoria di bambini di scuola media che lesse Harry Potter e la pietra filosofale prima che uscisse il film e gli piacquero entrambi. Della categoria di ragazzi che lesse Eragon prima di vedere il film e anche stavolta, gli piacquero entrambi. Che guardò Cent'anni di solitudine ed era addirittura più facile a capirsi del libro! Che guardò Seta la settimana dopo aver finito il racconto e non le dispiacque per nulla! Ovviamente i libri hanno sempre (o quasi) superato le rispettive pellicole, ma non in maniera drammatica! Tra poco farò parte di quella categoria di persone che hanno letto Il paradiso degli orchi prima di vedere il film. Mi piaceranno entrambi? Sul libro non c'è dubbio, mi strapiace tutto, sono persino scesa con la metro a Belleville per girare il quartiere durante i miei 5 giorni a Parigi (si, ho sentito l'esigenza della geolocalizzazione del posto!)!
Sul film mi sono fatta un po' di conti: così come lo propongono e pubblicizzano ci sono un paio di cose che mi fanno storcere il naso! Il piccolo ha gli occhialini ROSA non blu, e non è sordo per l'amor del cielo! Clara non può essere assente! Benjamin NON PUO' ESSERE UN GIOVANOTTO FIGO!
Però partire così imbestialita non mi farebbe godere il film nemmeno un pochino così cercando di capire che cosa avesse in mente il regista e perché Pennac ci avesse messo il nome accanto, ho trovato un'intervista, per l'appunto
questa, che mi ha fatto cambiare punto di vista. Forse Pennac ha ragione, non c'è nulla che dobbiamo aspettarci, il libro è li bello bloccato inchiostro su carta, nessuno ce lo toglierà mai! Possibilmente il regista ha colto dei particolari sui quali io non mi sono soffermata, magari sarà un bel film, magari riuscirò ad accettare anche un Benjamin con gli occhi azzurri.
In fondo il film più bello su questo libro è già uscito, tantissimi anni fa, nella mia mente!