giovedì 26 dicembre 2013

La mia storia di Natale

Qua la cosa più importante del Natale è certamente una: il pranzo.
Nella mia famiglia - piccola e emigrata in province diverse da quelle di origine di almeno un genitore - non è uso fare il cenone della vigilia, per cui la mamma, da brava mamma, concentra tutte le forze culinarie in suo potere per preparare più roba possibile per il pranzo di Natale. 
Che in realtà sono "due in uno" per recuperare quello mancante della vigilia: antipasti almeno 10 tipi diversi, 2 paste, 2 carne, 2 contorni (di cui uno fritto), 2 tipi di dolce (di cui un profitterol), frutta, caffè, liquore e ovviamente una Riopan e acqua tonica per cercare di digerire il tutto con i minimi esiti di esofagite e gastrite. Ovviamente è impossibile mangiare tutto, figuriamoci smaltire entro la giornata! E io non sono una tipa schizzinosa! Della serie che dopo pranzo mi sono data per morta sul divano, ho cercato di dormire un po' e mi sono svegliata con una tachicardia che manco dopo una corsa, con 98 battiti al minuto di frequenza!
Mi pare di aver parlato di qualcosa che suonerà familiare a tutti i siciliani; sia residenti sia quelli che vivono altrove, nonché abitanti del Sud Italia tutto!

Quest'anno i giorni prima di Natale non mi sono sembrati molto intensi, non c'è stato il solito spirito natalizio (e con spirito natalizio s'intende ascoltare il cd di Natale, guardare i cartoni alla Rai, fare mille pacchetti e decorare la casa a festa), un po' perché sta settimana è volata tra impegni vari, riunioni e simili, un po' perché ho dovuto prendere i libri per il prossimo esame, che agli esami del Natale, Capodanno e compagnia bella non gliene frega niente! Sedersi a tavola giorno 24 dopo aver stampato la lezione sulle leucemie non è stato certo il massimo del divertimento, però non posso lamentarmi perché oggi posso passare le vacanze di Natale con la mia famiglia e non invidio per nulla i colleghi specializzandi che hanno le guardie nei giorni festivi!
E insomma, la giornata è trascorsa, è terminata con mia mamma che si comprava l'intero tabellone del monopoli mandando in bancarotta tutta la famiglia (bella mamma!), videochiamata coi cugini americani - che un parente oltreoceano ce l'abbiamo un po' tutti - e per finire attività fisica notturna con mia sorella grazie a Just Dance cercando di bruciare almeno l'1% delle kcal accumulate nella giornata.

Insomma alla fine qualunque problema mi impensierisca non mi impedisce di amare questo momento magico che risveglia in me tanti ricordi di quand'ero bambina, che mi fa essere contenta tutto il giorno e che mi regala sempre una sorpresa, mi fa ricordare il mio essere e mi aiuta a ricongiungermi con i miei cari. Al di là dei pranzi e dei regali è sicuramente la festa cristiana che più preferisco, alla quale mi dedico con più intensità!
Mi auguro che sia sempre Natale dentro al mio cuore!
Buon Natale a tutti!


venerdì 6 dicembre 2013

Il mio attraversamento

Tra alti e bassi ci siamo, è iniziato il periodo il cui il 70% delle 12 ore di luce le passo studiando la fisiopatologia. 

Il sacrificio maggiore del momento è senza dubbio rinunciare alle giornate in reparto, però l'alternativa l'ho trovata e mi pare un giusto compromesso! Le sere quando c'è la guardia c'è sempre qualche endoscopia last minute e quindi dopo una lunga giornata faticosa e noiosa, ecco che arriva il momento di riattivarsi, non c'è confusione, i corridoi sono vuoti e c'è tantissimo tempo a disposizione per imparare meglio qualcosa! Ieri era proprio una di queste giornate! Il premio della serata è stato manovrare il colonscopio e attraversare la valvola ileocecale, entrare nell'ileo e guardare come spuntano milioni di piccoli villi al semplice contatto con un po' d'acqua! 

Quando racconto queste esperienze ai miei amici loro fanno una faccia schifata come a dire "smettila di raccontarci degli intestini degli altri!" però io trovo così romantico attraversare la valvola che quasi lo considero come una delle cose da fare al primo appuntamento! "Attraversiamo la valvola insieme?" quale ragazza non vorrebbe sentirsi dire questa frase dal suo boyfriend? Spero che qualcuno mi capisca! :D 

L'arrivo al cieco rappresenta l'arrivo alla meta, da quel momento in poi il difficile è finito, credo che ogni endoscopista quando vede la valvola sente le campane e sa che ce l'ha fatta!

Ecco, ve ne metto una valvoletta, sicuramente vi piacerà!

il posto più romantico del corpo umano!