giovedì 20 novembre 2014

Le mie frasi brevi e concise

Scrivo poco ché ho poche lettere a disposizione.
Le mie lettere le uso ogni giorno per fare mille cose.
Torno poco a casa.
Torno poco alle case. Entrambe.
Ora dovrò nuovamente cambiare, si sa che la vita è fatta di cambiamenti: così sto meglio.
Il cambiamento più grande è il mio.
Sto scoprendo che sono sempre più come piace a me.
Incontro tanti studenti più piccoli di me e penso che un anno fa non ero affatto come loro. Ovvero come la maggior parte di loro.
Infatti due su tre mi danno fastidio e mi fanno domande inopportune.
Amo la mia cuffietta.
Sono sempre più convinta che da grande sarò un chirurgo.

mercoledì 29 ottobre 2014

Il mio eccetera

Belle settimane si stanno consumando nemmeno poi cosi tanto velocemente! 

Riprendere la vita universitaria sotto il punto di vista dello studio mi sta vedendo perdente di una lotta il cui risultato era già scritto in partenza. Ho iniziato a dire "da novembre si inizia seriamente", ma in realtà la mia agenda a novembre prevede un sacco di impegni. Intanto sto imparando sempre più cose pratiche in reparto. È incredibile come non si finisca mai di imparare! Ogni volta che penso "cosa potrebbe  ancora mettermi in difficoltà?", ecco che spunta qualcosa che mi manca, ecco che mi ritrovo a chiedere aiuto, "me lo spieghi?". 
Dopo un anno sono cambiate tante cose. Ora ci sono i nuovi tirocinanti, quelli che sono come ero io esattamente un anno fa. A volte mi trovo a dare loro una mano a imparare a fare le cose, provare a prendere una vena o compilare qualche scartoffia! Penso a me un anno fa e penso che sarebbe stato più facile se ci fosse stato uno studente a guidarmi nelle prime faccende. Uno studente ti permette di avere un approccio più sereno e se sbagli una cosa non è come sbagliare davanti al prof! 
Ma il tempo scorre. Io scorro insieme al tempo, questa vita universitaria vivace mi piace tanto! 
Tante cose da fare, mai ferma, nuove persone che si inseriscono, uscire la sera, incontrarsi con gli amici, bere due birre prima di uscire (lo avevo detto che amo la birra). L'università per quanto disagiata e piena di incongruenze mi sta offrendo un terreno fertile per la formazione. Ci sono tanti professori validi grazie al cielo.

Questo semestre ho avuto l'occasione di assistere a una autopsia. È un po' strano da spiegare ma ho avuto come l'impressione che non ci fosse una persona sul tavolo ma solo un corpo. Di fatto era solo un corpo. Quasi sembrava finto. 
Noi esseri umani carichiamo di significato ogni cosa, figuriamoci la morte. 

In questo momento della mia vita tendo molto a semplificare estremamente i concetti esistenziali:
Un morto è un corpo senza vita e senza altri significati.
L'amore in qualsiasi forma è un bisogno positivo senza altri significati.
La paura è irrazionale e si può modulare volontariamente.
Eccetera.




sabato 18 ottobre 2014

Il mio modo di vivere le cose difficili

Questa settimana sono iniziati i tirocini. 
Sono stata nel reparto di psichiatria.
Mi sono sentita profondamente a disagio. Non volevo essere là. Mi sono sentita inadeguata. 
Con il passare dei giorni è stato più semplice muoversi ma sempre difficile interloquire con i pazienti. La stessa sensazione l'ho provata circa un anno fa alla mia prima esperienza di clown therapy al reparto di neuropsichiatria infantile. Una sensazione. Non sapere cosa dire, non sapere come rispondere. Dirò la cosa giusta? 
Mentre facevo tutti questi pensieri nella strada verso casa, superavo il portone invece di fermarmi, mentre contavo i passi che c'erano tra la vecchia e la nuova. Così sono tornata indietro e ho salito tutte le scale sentendomi un po' scema. 
Ogni giorno dopo il tirocinio mi aspettano ben 6 ore di lezione. Spero di finire presto con questi tirocini almeno la mattina posso organizzarmi e studiare. Una di queste materie è psichiatria, faccio fatica a volte a seguire, mi sembra che si parli di tutto e di niente, Freud, Jung, un po' mi catapultano tra i banchi di scuola, un po' mi inquietano. Beh si è capito che sta psichiatria non mi garba per nulla. 

Per fortuna c'è il mio reparto dove posso andare, dove ci sono ferri e si sferruzza, dove ci sono le siringhe coi farmaci, dove le persone si visitano, si toccano con le mani e dove le parole servono solo per tranquillizzare. Dove le persone si addormentano ed è tutto più semplice, le parole servono da contorno, un contorno importantissimo, ma non tanto quanto le parole dello psichiatra che le usa per curare come arma a volte principale. 
Non mi spaventa il confronto, sono praticamente sempre nella saletta quando termina la sedazione, io stessa somministro il farmaco antidoto, quindi a gratis mi becco spesso tante parole dolci perché i mal capitati (soprattutto vecchine che prima di fare l'esame erano preoccupatissime), si svegliano vedendo la mia faccia e - non so bene perché - sono anche contenti. Contenti che è andato tutto bene. Il più delle volte non dico nessuna parola, solo un sorriso. E' facile. Rassicurare è facile. Per uno studente fondamentalmente è tutto facile.

Un giorno un signore ha avuto un arresto cardiaco, o qualcosa di simile. Sono arrivati una troupe di anestesisti che hanno letteralmente occupato la saletta. C'erano i loro zainetti ovunque, il più "esperto" di tutti ha iniziato a chiedere insistentemente di mettere della musica. Credo di averlo odiato anche perché mi ha urlato qualcosa contro perché non gli funzionava l'aspirazione. Non c'era niente da ballare o cantare anche perché nonostante quest'uomo fosse stato rianimato, non era messo bene, ed è stato trasportato in terapia intensiva dove la situazione stava peggiorando progressivamente. Gli specializzandi invece erano sicuramente più confusi e incerti sul da farsi, ma molto più delicati, penso che una delle caratteristiche più importanti per un medico sia la delicatezza. Una di queste giovani dottoresse è riuscita a prendere un accesso venoso nonostante in pronto soccorso avessero fallito a farlo. Quel giorno sono rimasta in un angolo con le orecchie ben spalancate per intervenire se qualcuno non trovava le garze o il cerotto. Con gli occhi spalancati guardando come erano bravi tutti intorno a me.
Gli specializzandi di anestesia hanno un ruolo particolare nella mia vita da studente, la prima volta che mi sono lavata per entrare in sala è stato uno specializzando di anestesia a guidarmi passo passo. Io non sapevo cosa fare. Una delle tante volte in cui non sapevo cosa fare.


Ho proprio voglia di imparare a saper fare, tanto che a volte mi sento completamente a mio agio.
Gli anestesisti sono quei medici che sanno sempre cosa fare. 
Anche i chirurghi.
Gli psichiatri invece, sanno sempre cosa dire. 
Io proprio no.

giovedì 2 ottobre 2014

La mia birra costante

Oggi è finito. È finito il primo giorno del mio quinto anno.
A settembre ho dato l'anima all'università, ho studiato fino allo strenuo. E ce l'ho fatta. Ho dato gli ultimi esami ed il mese - come ogni altro mese - ha promesso che sarebbe finito ed è finito. Non ho avuto ne avrò nessun giorno di "vacanza" perché il giorno dopo l'ultimo esame sono iniziate le lezioni. 
Dopo oggi il livello di tedio è circa 10/10 (salvo un piccolo momento di entusiasmo durato 5 minuti all'inizio della lezione prima che il professore pronunciasse la parola "codice civile").
In reparto continua tutto per il meglio ma i lavori di ristrutturazione impongono un trasloco non so bene dove. Quindi un giorno quando non troverò nessuno cercherò in un altro posto!

A volte ho una voglia matta di birra. Essendo stata praticamente segregata in casa (tra la mia e quella di colleghi) non è stato facile averne, ho iniziato a studiare in paese i primi di settembre e nel caldo asfissiante c'era sempre una bella birra fresca in frigo da sorseggiare al bisogno.
A casa un giorno il collega ne portò due e fu la pausa pomeridiana più bella di sempre! 
Poi una familiare per due, un pezzo che avanza perché non ho troppa fame e due birre ghiacciate. Meravigliose. 
Il sacchetto era bucato e scolò un po' nella stanza; ho asciugato il pavimento alla meno peggio e il giorno dopo c'era ancora un odore buono di birra. Un meraviglioso odore di birra. 
Stasera sono uscita perché cavolo, anche a me tocca festeggiare. E la birra è un obbligo. Festeggia con me! Fredda con un po' di schiuma, amara al punto giusto. Io amo il gusto amaro!
C'è anche un bicchiere a terra lasciato da chissà chi, e ci inciampo. Così le mie scarpe si inzuppano di birra. Forse questo è troppo. 
Ma birra io ti amo.

domenica 21 settembre 2014

I miei periodi a effetto

Intanto che la salsiccia scongelata in frigo virava di colore, ho deciso che stasera avrei cenato. Erano appena le 23.20.

Ho avuto la brillante idea di andare in reparto la mattina, appena 4 giorni prima dell'esame. Il pomeriggio ho dovuto studiare dalle 16 alle 23 per recuperare. Le stesse 23 di cui sopra.

I panini col prosciutto improvvisati dopo essere entrata per disperazione al Carrefour sono diventati - in maniera del tutto scontata - la quotidianità.

Per non rischiare la disidratazione mi compiaccio del mio bere i 2 litri di acqua al giorno. Pur tuttavia resto preoccupata delle scarse minzioni dovute al fatto che mi annoia alzarmi per raggiungere la latrina comune.

Ho provato andare in biblioteca la mattina, ma mi distraevo troppo a ideare delle critiche distruttive circa: 
- colleghi con dubbi gusti in fatto di montature di occhiali stile Antonello Venditti; 
- colleghi con gusti ancora più dubbi per quanto concerne camicie quadrettate indossate aperte sopra le magliette e annodate alla vita; 
- il tizio che andava in bagno ogni 30 minuti mentre io ripetevo a mente l'ipertrofia prostatica benigna.

Cerco in continuazione un aneurisma toracico pulsante nel mio epigastrio e un giorno l'ho pure trovato.

Visto che ho cambiato casa e ho le cristal ball in procinto di scoppiare ogni qual volta non sono sola in casa, ho deciso che quando sarò economicamente indipendente, col cazzo che starò con dei coinquilini. (Periodo scurrile di sfogo)

Oggi ho preso tutte le vene. Tranne una. Che poi l'ho presa da un'altra parte! Tiè!

mercoledì 20 agosto 2014

Le mie scene (atti I e II)

Atto primo:

Io:"quando è nato?"
Pz:".........."
Io:"?!?!?!?"
Pz:"........mmmmm.......a gennaio????"
Io:"ohhh.... a gennaio! Ma che giorno?"
Pz:"............ un lu sacciu!"
Io:"l'anno non se lo ricorda nemmeno?"
Pz : "no!"
Io:"Vediamo, almeno si ricorda quanti anni ha?"
Pz:"......"
Io:"ma non sa quando è nato???"
Pz:"nzu! non me lo ricordo"
Io:"Avanti... gennaio millenovecento....."
Pz:"Millenovecentobohhhh"!

......

Atto secondo:

Io:"signora è la prima volta che fa questo esame???"
Pz:".........."
marito:"Signorina senta mia moglie è diabetica e demente!"
Pz:"si si!"
Io:"come scusi?"
Marito:"un po' demente, insomma, che si DEMENTICA le cose in fretta!"
Moglie:"infatti già mi sono scordata le cose di oggi, non mi durano assai in testa!"

venerdì 15 agosto 2014

Le mie Latvia e Lietuva

Sono tornata. A casa mia mentre sto scrivendo ci sono circa 35ºC e sogno i campi di hockey, alle spalle me ne sono lasciati circa 35. Si, sono andata in Lettonia e anche in Lituania e ho trovato le stesse terribili temperature. 
Ma andiamoci con ordine. 
Il mio viaggio è iniziato con un giorno in reparto, il giorno prima della partenza quando ancora avevo una casa - questa è un'altra lunga storia che tenterò di raccontare -. 
Il giorno prima del volo, quindi, son tornata a casa alle 20 poi ho traslocato nel corridoio tutta la mia roba o quel che ne restava, soprattutto stoviglie e gli ultimi libri, e il giorno dopo son partita alla volta dell'aeroporto. Ovviamente son partita con jeans e felpa sulle spalle che poi a Kaunas (Lituania) alle 23.00 c'era sicuramente freschetto. Vatti a immaginare che invece mettendo il piede fuori nella scaletta per scendere dall'aereo, una ventata calda e appiccicosa mi pervade. Andiamo bene! Questa è l'antifona della mia vacanza. Ma insomma ci spostiamo subito verso la Lettonia, arriviamo verso le 2 a Rīga dove dormiamo. E fu sera e fu mattina,
primo giorno:
Rīga è bella, ma non la più bella, c'è qualcosa che stona tra i diversi stili delle costruzioni messi uno accanto all'altro e poi la delusione più grande, non trovo matite - che colleziono - (e non ne troverò nemmeno in Lituania), solo un modello che compro con l'amaro in bocca. 
A Rīga c'è Tyger, credo che sia il negozio più bello in cui sia mai entrata (c'è anche a Firenze in Italia, da poco, dovrò necessariamente andare). Tutto bianco stile minimal e un'esplosione di colori negli oggetti esposti. C'era di tutto, dalle ciabatte con la pianta costituita da erbetta sintetica, triliardi di cartoleria da 1 e 2 euro (ho acquistato un quaderno di viaggio), candele, roba da cucina, clessidre per misurare i tre minuti necessari a lavare i denti, sottopentole, giocattoli, penne, colori, evidenziatori e veramente circa un'altro migliaio di cose che urlavano "Compramiiii!". So che sto spendendo troppe righe per parlare di questa cosa ma sono letteralmente impazzita là dentro. Nel tardo pomeriggio ci vengono a prendere per andare verso la città che ci ospiterà per i prossimi giorni in cui si terrà lo scambio;

secondo giorno:
Dormivo con una finestra puntata sugli occhi in una stanza mansardata, ma ho dormito bene lo stesso, lo scambio è iniziato bene, il tema era la filmografia. L'organizzazione era meravigliosa, spaccava il secondo, da bravi nordici. L'inglese era un po' un problema soprattutto all'inizio. Tutti lo parlavano benissimo, anche tra noi italiani s'era esperti, io non molto,  la difficoltà era nel capire l'inglese con le diverse pronunce di appartenenza, ma alla fine si riusciva a comunicare benissimo! Il cibo, ecco quello è un altro problema, non sono abituata a fare colazioni extra strong, ma il vero problema è il cavolo cappuccio ovunque cotto e crudo, panna acida ovunque, pasta scondita e senza sale come contorno, riso idem, yogurt e wurstel a colazione, carni affumicate nella zuppa. Alla fine mangio tutto con uno sguardo alla bustina di Riopan. Nonostante si muoia di caldo dentro il campo da Hockey ci sono 7°C circa, quando entro là dentro sono felice! Il primo giorno è servito a conoscerci ed è andata bene,  abbiamo fatto la serata lettone, ho mangiato un sacco di cose tipiche, una menzione a dei calzoncini ripieni di bacon! La birra costa niente, mezzo litro 2€ ma devo ammettere che fa concorrenza alla mia amata Forst per livelli di annacquatezza (parola lettone of course); intanto in Italia i miei sono andati a prelevare i miei pacchetti, e sono ufficialmente senza casa.

terzo giorno:
La prima miniatura è una delle mie abituali colazioni, quasi dimenticavo, cetrioli ovunque! Il tempo è sempre soleggiato, anche troppo, andiamo in giro per il paese, sono meravigliata dalla bellezza e la cura che c'è intorno a me, tanti prati verdi, tanti fiori, molte rose non a caso sono nella città delle rose! Le sfogliatine costano 40 centesimi, ma non quelle normali, quelle del panificio artigianale dove "le cose costano di più", ovviamente non me le faccio scappare, si smaltisce tutto camminando (spero). Andiamo anche al lago dove guardo chi si cimenta in tuffi olimpici. La serata stavolta è dei portoghesi; credevo di aver già bevuto del vino porto nella mia vita passata. Mi ricredo dopo che le mie labbra si appoggiano al bicchiere quando provo una sensazione meravigliosa di gusto, completamente differente dal solito. Assaggio anche un vino liquoroso meraviglioso, simile all'amato Zibibbo; ci sono anche 5 - 6 tipi di dolcetti, formaggi e lo chorizo, un salame dal gusto very strong. Capisco che amo queste serate a tema;

quarto giorno:
Gli orari erano a portata di tutti, la colazione era alle 10 ma noi ci svegliavamo alle 8.30 così facevamo una colazione coi biscotti del supermercato Rimi, tutti i dolciumi avevano prezzi stracciati. Non mi spiego come non fosse un paese di obesi, forse perché la mattina mentre io mi dirigevo verso la seconda colazione, gli abitanti erano di ritorno dalla corsetta o in palestra o a giocare a Hockey o a basket o a fare pattinaggio artistico. Vedevo ogni mattina decine d bambini tutti biondiocchiazzurri e tutti in tutine attillate o abbigliamento sportivo, non me li toglierò facilmente dalla mente. Dopo la colazione ci hanno portati a Rīga, già vista ma stavolta avevamo la guida. Abbiamo girato circa un'ora e mezza ed avevamo già finito: ve l'avevo detto che non era nulla di speciale! In compenso mentre tutti compravano i souvenir io mi riposavo dato che avevo acquistato un un sacco di roba già il primo giorno!
Il pomeriggio è stato uno dei più belli trascorsi là, abbiamo pranzato sulla spiaggia, mi sono fatta il fantomatico bagno nel Mar Baltico, per raggiungere la spiaggia si passava attraverso una sorta di sentiero tra gli alberi, quelli nella quarta miniatura. L'acqua era insipida, sembrava un lago, niente a che vedere col mar Mediterraneo. Era bassa, più andavo avanti più diventava fredda, dopo 100 m mi arrivava ancora al ginocchio ma ho dovuto indietreggiare perché era così fredda da far male (o far bene, dicono che sia un toccasana per la circolazione delle gambe); mi dovevo comunque tuffare e l'ho fatto un po' meno avanti in 30cm di profondità rischiando la faccia. Sono uscita indenne e felice. Dopo il mare siamo andati in una sorta di riserva, si faceva un percorso di 4 km (se non ricordo male) scalzi, camminando su diversi materiali: pietre aguzze, ghiaia, brecciolino, pigne (come nella foto), terra, terra battuta, tronchi, cilindri di legno, sfere di plastica, fondi di bottiglia e vetri smussi, foglie di cacao, tappeti, mattonelle, fango, acqua di fiume, paglia, e altro. Dopo 20 minuti i piedi erano molto dolenti e mi aspettavo di stare molto male il giorno dopo. Invece stavo benissimo, c'entrava qualcosa la stimolazione della pianta del piede, cinesi docet! 
Una volta rientrati c'era la serata tipica, era tutta Italiana! Abbiamo fatto l'ovviamente pasta col pesto e alla norma, l'ovviamente gioco del fazzoletto, la domanda su quante regioni e quanti tipi di pasta c'abbiamo nonché le ovvie bruschette al pomidoro e pane e Nutella molto gradito anche nei paesi baltici. Ero stanca ma ancora felice, in più ho deciso che voglio imparare il rumeno, ci si capisce troppo bene tra noi ed è simile al siciliano;

quinto giorno:
Il quinto giorno abbiamo lavorato sul tema "obiettivi" con una serie di workshops mirati al raggiungimento dei propri traguardi, nella prima miniatura ci sono io come mi vedo tra 10 anni, ho parlato molto (male) l'inglese e inizio ad avere minori difficoltà nel comunicare (questa cosa mi fa molto felice), il pomeriggio continuiamo a lavorare su tematiche similari, sono carica per la serata! Tocca ai rumeni, penso la mia serata preferita, Dragostea Din Tei a tutto volume, so a memoria buona parte del testo in lingua ormai, i liquori non gli mancano, i cibi nemmeno. Mi lascio andare a giochi e danze estere: amo la Romania è ufficiale;

sesto giorno:
questo giorno giriamo dei video per realizzare un filmato sulla nostra permanenza baltica, assaggio il meraviglioso biscottino con caramello mou in quella che ribattezzo "la patria del caramello mou". Mi piace da morire (ormai ve lo aspettavate immagino)!
Il pomeriggio facciamo una sorta di avventura/caccia al tesoro che inizia in città e finisce nei boschi, tutto a piedi, corredato di attività che sono finalizzate a farci essere un vero team e che spronano il ragionamento di gruppo e la comunicazione. Faccio amicizia con alcuni ragazzi del mio team, scopro che abbiamo tante cose in comune (in primis le serie tv che uniscono stati e nazioni). Ma il tutto si spinge un po' oltre gli orari e finiamo col fare circa 5 km in notturna verso mezzanotte/l'una: buio completo, no lampioni, no lampadine, cellulari scarichi, dal bosco in questione alla città. In compenso ci sono i lampi che ci guidano e mi devo ammantare di plastica per non bagnarmi. Sì, piove, ma fa sempre caldo. Caldissimo direi, soprattutto mentre si è imbacuccati con k-way (effetto serra portami via), si cammina a passo svelto per tornare a casa il prima possibile e si è anche molto stanchi (io sto abbastanza bene a dire il vero). In compenso qualcuno non ha più paura del buio. Torniamo e ci sono ricchi premi e cotillon, il mio gruppo arriva terzo ed ultimo perché non avevamo trovato tutti i tesori e ci becchiamo una tavoletta di cioccolato alle nocciole; i primi vincono dei wafer e una bottiglia di spumante analcolico. Menomale quindi che non li abbiamo trovati sti tesori!;

settimo giorno:
free time, siamo stati a Majori, nella regione di Jurmala dove c'è una spiaggia meravigliosa come potete vedere al centro del collage, l'acqua è la stessa che ho descritto prima, in più sono le nove del mattino e - udite udite - fa freschetto, manco sto a dirlo che è durato 2 orette e che alle 11 ero di nuovo a schiattare di caldo; ma per questo motivo e anche perché in 30 cm è veramente difficile, il bagno "completo" non ce lo siamo fatte, mi son bagnata i piedi e ho preso il sole. Ah, wi-fi ovunque (gli amici di facebook ringraziano), anche dentro l'acqua. Poi breve passeggiata per la via principale e si riparte per la volta di Kuldiga dove ci sono le cascate più ampie di Europa, dove trascorriamo l'intero pomeriggio. Dato che sono cascate ci casco dentro e mi porto un livido che ho ancora per ricordo (non si sa mai dovessi dimenticare qualcosa). Il posto lo raggiungiamo non senza difficoltà ma ne è stra valsa la pena. Sono meravigliose, fresche al punto giusto, le trote tra i piedi, il getto d'acqua sulle spalle. La compagnia delle migliori in assoluto, non so se aggiungere inaspettatamente ma per almeno il 50% non lo era - inaspettato s'intende-. Mi sento libera. Sono libera!;

ottavo giorno:
ultimo giorno dello scambio, quindi per colazione servono delle uova energizzanti. E un tramezzino energizzante. E un wurstel energizzante. Ok forse la faccenda c'è scappata un tantino di mano. Immancabili i cetrioli.
Parliamo di come è andato questo scambio, ci facciamo tanti complimenti a vicenda, dipingiamo una tela. Qua c'è la foto che conferma i prezzi delle sfogliatine, quelle sulla destra erano più grandi di una mano a soli 0.28€, venghino sìori, venghino! La sera pompe magne perché trasmettiamo tutti i video in presenza del sindaco, per la maggior parte del tempo si parla in lettone così io parlo con i rumenimonamour, ovviamente c'è un banchetto (la cena era ogni giorno alle 18, mi pare normale che alle 23 un po' di fame ti viene), balliamo un po', ci chiediamo come si mantengano 'ste donne così lisce senza una ruga e coi fisici perfetti, poi ripensiamo allo sport e smettiamo di farci domande mentre ci sentiamo vecchie dentro e fuori. I miei due amici portoghesi mi fanno ridere tutta la sera, anche le mie amiche italiane! Salutiamo tutti verso l'1.30, l'indomani l'autobus ci aspetta alle 6.20. Non ci sono stati addii e qualcuno sicuro lo risentirò e magari lo rivedrò. Ma il mio viaggio non è finito, forse sta proprio per iniziare;

nono giorno:
chi lo avrebbe mai detto che c'era qualcosa in tutta Europa che poteva fare concorrenza a città come Londra o Parigi? Lo avrebbero detto gli abitanti di Vilnius forse, il posto che mi ha fatto un po' innamorare. Il viaggio è stato lungo, circa 7 ore tra le corse dei mezzi e l'attesa delle coincidenze. Durante il tragitto mi sono riposata e mi sono potuta godere nel pomeriggio la visita della città. Meravigliosa. Incredibilmente bella, pulita, limpida, (purtroppo calda ma ormai ero rassegnata), importante, libera, artistica, un po' neoclassica un po' gotica un po' moderna, e queste cose messe accanto possono risultare forzate (come ho detto di Rīga); non era questo il caso, la città è ben divisa in quartieri, c'è la parte nuova in uno stile che si ispira al neoclassicismo, la parte vecchia piena di chiese cattoliche, luterane e ortodosse. Poi l'apoteosi, la Republica di Uzupis, uno dei posti più incredibili che abbia mai visto! Andateci se potete, andate a Vilnius e percorrete il fiume, diventate cittadini anche solo per mezz'ora della Republica di Uzupis. So che non ve ne pentirete. A pranzo ci siamo sedute in un locale al centro e abbiamo mangiato le cepelinai (quinta miniatura), una sorta di supplì di pasta di patate con ripieno di carne che dovrò necessariamente replicare! La salsa tipica di accompagnamento è a base di panna acida ma io ne avevo fin sopra i capelli è ho preso quella ai funghi (paradisiaca)! La sera, l'amica che ci aveva fatto da guida tutto il pomeriggio ci ha generosamente ospitati e abbiamo ricambiato preparando una pasta alla carbonara che è riuscita veramente bene;

decimo giorno:
e ultimo. Ultima mattina a Vilnius, colazione on salame di cioccolato preparato per l'occasione. Facciamo chilometri ma la stanchezza non si fa ancora sentire, compro un po' di cosmetici in un centro commerciale (il lato acquisti non l'ho considerato nella narrazione perché ancora non so bene quanto ho speso senza rendermene conto). Cammino anche sui ponti, salgo sugli autobus, pago in Litie. Ultime calpestate in terreni baltici però un po' di voglia di tornare a casa c'è. Sarà che l'undicesimo giorno lo trascorrerò in reparto e per quello non vedo l'ora. Il ritorno è tranquillo, arrivo nella mia città da studentessa ma non come studentessa. Come donna. Vado a bere una birra ghiacciata con la mia compagna d'avventure. Anche lei è contenta! Poi vado a letto, l'indomani mi sveglio alle 6.30, contribuisce a questo anche l'ora indietro negli orologi italiani. Sto in reparto tutto il giorno e non so come ma non sono nemmeno troppo stanca!

Mi sono divertita un sacco, ho riso moltissimo ho rafforzato la sicurezza in me, mi sono messa alla prova e mi sono superata. Ho testato e rafforzato i rapporti con gli altri. Ho camminato chilometri, parlato un'altra lingua, anzi cinque, ho visto tante cose nuove, ho assaporato nuovi gusti, conosciuto altra gente, ho sentito nuovi odori, ho scattato centinaia di foto, ho corso, ho camminato sul vetro, ho detto di voler essere un medico, ho riso fino alle lacrime, fino a non avere respiro, ho dormito, ho cucinato, ho giocato ballato e cantato. Ho comprato un peluche e ho perduto un orecchino. Ho fatto il bagno in un altro mare e preso sempre lo stesso sole. Ho scoperto in diretta che è un maschio. Ho speso dei soldi e ho trovato dei soldi. Ho pensato tanto, tantissimo, più del solito. Ho focalizzato l'attenzione su me stessa, ho imparato tantissimo proprio su me stessa. Ho camminato di notte, ho urlato. Ho sorriso, ho apprezzato il lavoro altrui. Ho letto. Ho dormito su un divano. Ho volato. Ho vissuto. Ho vissuto fortemente. 

Non voglio che sia la stanchezza a definire la conclusione della mia vacanza! 
Voglio che sia l'euforia a farlo. Sono euforica! Sono felice. Sono io.

"Costituzione della Uzupio Res Publika"

1. Tutti hanno diritto di vivere vicino al fiume Vilnia e il fiume ha diritto di scorrere 

2. Tutti hanno il diritto all'acqua calda, al riscaldamento d'inverno e a un tetto 

3. Tutti hanno il diritto di morire ma non e' un obbligo

4. Tutti hanno il diritto di fare errori
5. Tutti hanno il diritto di essere unici
6. Tutti hanno il diritto di amare
7. Tutti hanno il diritto di non essere amati
8. Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti
9. Tutti hanno il diritto di oziare
10. Tutti hanno diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui
11. Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore
12. Il cane ha diritto di essere un cane
13. Il gatto non e' obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessita'
14. A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri
15. Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non e' obbligatorio
16. Tutti hanno il diritto di essere felici
17. Tutti hanno il diritto di essere infelici
18. Tutti hanno il diritto di stare in silenzio 
19. Tutti hanno il diritto di avere fede
20. Nessuno ha il diritto di usare violenza
21. Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
22. Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l'eternita'
23. Tutti hanno il diritto di comprendere
24. Tutti hanno il diritto di non capire
25. Tutti hanno il diritto di appartenere a qualunque nazionalita'
26. Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
27. Tutti devono ricordare il proprio nome
28. Tutti hanno il diritto di dividere cio' che posseggono
29. Nessuno puo' dividere cio' che non possiede
30. Tutti hanno il diritto di avere fratelli, sorelle e parenti
31. Tutti possono essere indipendenti
32. Tutti sono responsabili della propria liberta'
33. Tutti devono poter piangere
34. Tutti hanno il diritto di essere fraintesi
35. Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo
36. Tutti hanno il diritto all'individualita'
37. Tutti hanno il diritto di non avere diritti
38. Tutti hanno il diritto di non avere paura
39. Non deludere
40. Non combattere
41. Non cedere





lunedì 28 luglio 2014

Il mio estivo est Europa

Venerdì prendo un aereo e atterrerò in Lituania, il giorno dopo sarò in Lettonia e starò là per 10 giorni.
Ancora non ho preparato nulla per questo viaggio che è nato improvvisato e tale dovrà restare, non ho idea su come trascorrerò lì i giorni, ci sono dei ragazzi del luogo che si prenderanno cura di noi e ci faranno fare delle attività finalizzate a migliorare il linguaggio, la comunicazione, l'integrazione tra popoli insieme a dei portoghesi e dei rumeni. Ah e ovviamente i lettoni.

Non so cosa mettere in valigia, non ho capito che temperatura percepita ci sarà, sono titubante sul fatto che dovremo fare un bagno nel mar Baltico (presumo!) con 20° C in media e forse pioggia, e lo stesso per una escursione in montagna messa in programma.
Giorni più liberi ci permetteranno di fare un giro verso Vilnius, di nuovo in Lituania, forse pioverà dunque e porterò con me il k-way. Qualcuno ci ospiterà una notte, dovremo fare i bagarini con un biglietto autobus che non ci serve più: ecco mi sento molto donna avventura senza quella terribile trama Alviero Martini. Mi sento quindi molto meglio di donna avventura!

Andremo a Riga un giorno con il gruppo, un giorno da sole, in totale due giorni a Riga.
Due Riga is megl che uan!
Dall'Italia siamo tre ragazze e tre ragazzi, di questi ultimi non so nulla, in pratica faremo due viaggi separati. Il che si riconduce al mio paragone femminista di cui sopra!
Il mio budget è abbastanza limitato ma lo farò bastare per le cose strettamente necessarie da acquistare ovvero: una quantità esagerata di matite (che colleziono) per me e per i miei amici, un paio di T-shirt turistiche e ricordini vari. E per assaggiare gli le bevande e i cibi tipici del posto! Chissà se hanno quel liquore al miele che mi fece esplodere il senso del gusto un paio d'anni fa! Sono anche molto curiosa di assaggiare i piatti tipici. Amo assaggiare nuovi cibi!

Sono molto carica, sento che sarà una bella esperienza, sento che posso sopravvivere e adattarmi ad ogni contesto, credo di avere un ottimo spirito di sopravvivenza e poi nessun viaggio semi improvvsato può battere i 3 - 4 gradi all'aeroporto di Baeuvais dove ho trascorso la notte più lunga e brutta della mia vita!

Nel bagaglio a mano ci devo infilare anche un pacco di spaghetti che li dobbiamo cucinare una sera per una cena a tema "Italy": spaghetti col pesto! Andare in Lettonia con un pacco di spaghetti in valigia è senza dubbio una delle cose più strane che mi siano successe.

Per il resto se ne parlerà al mio ritorno!

martedì 22 luglio 2014

I miei venticinque giorni

Che ancora non sono finiti però un po' si. 
Giovedì torno a casa. 
Non era mai stata tutto questo tempo via senza rientrare, sono 3 domeniche e 4 settimane. 
Ho studiato tantissimo e oggi ho finito gli esami estivi, un po' di incavolamenti mi sono rimasti perché non è andato tutto liscio come l'olio, ma ora sono in vacanza. 
Oggi appena finito l'esame sono andata in reparto, il professore mi aspettava; ho lavorato un sacco e mi sono stancata più del solito, mettici pure lo stress pre esame e che mancavano gli infermieri. Ho fatto due cose nuove oltre le solite mansioni routinarie, mi sono riuscite non male per cui sono contenta, ho pranzato al volo con dei prodotti tipici che qualcuno ha portato come regalo, e ho fatto dei programmi estivi per andare in reparto qualche altro giorno prima di fine settembre, sempre che io non vada in vacanza verso est, il che è probabile.
Non mi sento affatto leggera, gli esami mi lasciano sempre un magone incredibile, sia che vadano bene, sia che vadano male. Questa è una cosa sulla quale dovrei lavorare, o almeno ignorare per bene tanto ormai manca relativamente poco, così poco, meno di metà, lo posso dire, manca abbastanza meno di metà alla fine di tutto questo. 
Pensavo che non ho molte argomentazioni oltre l'università, sarà che questi anni mi assorbono nel bene e nel male, nell'ultimo periodo i miei interessi extra si sono fatti molto più radi per mia consapevole scelta. 
I miei bisogni possono essere riassunti tre macrogruppi:
 periodo di lezioni:
- andare in reparto;
- uscire circa 2 volte a cinquemana (la settimana fuori sede è composta da 5 giorni) la sera e bere una Forst;
- andare a lezione
- tornare a casa una volta si e una volta no e uscire con gli amici il sabato sera.
periodo di esami:
- studiare;
- andare di meno in reparto;
- uscire almeno una volta al mese la sera a bere una Forst;
- ...
periodo di vacanza (ottobre - luglio agosto):
- organizzare un viaggio, una gita, una cosa diversa;
- stare ore e ore al pc;
- andare al mare se è estate.
Rifletterò su queste attività che sono state riassunte molto grossolanamente ma rendono l'idea di quello che faccio e che voglio fare.

Comunque sono spompata, almeno credo.

sabato 12 luglio 2014

La mia vita ripetitiva ma non troppo

Intanto sto studiando, e a fine mese, anzi un po' prima, mi libererò da tutto questo "sforzarsi di trascorrere il tempo col culo sulla sedia".
Poi forse parto, forse no, ancora non lo so.
Oggi sono tornata in reparto, mi sono sentita molto bene nonostante ho camminato verso il posto titubante di potermi non sentire pienamente a mio agio dopo quasi un mese di assenza.
Invece no, mi sono trovata bene come tutte le altre volte.
Ho fatto le solite cose routinarie come se non avessi mai smesso di farle.
In realtà mi sentivo un po' arrugginita ma niente di che tutto sommato.
Ero contenta di rivedere tutti e tutti erano contenti di rivedere me, o meglio, nessuno ha sbuffato appena sono entrata, nessuno mi ha guardato male né ignorato.
Piuttosto mi hanno chiesto dove fossi stata e come stavo.
Da qui deduco che erano tutti contenti o per lo meno mediamente contenti di vedermi!
Ah e ho visto fare una procedura super figa che desideravo vedere da tempo!
Qua tra qualche giorno è festa grande, io non sono mai stata a Palermo il giorno del festino della Santuzza, ma questo non cambia le cose perché devo studiare, starò a casa, forse andrò in reparto.
Intanto sto studiando, e a fine mese, anzi un po' prima, mi libererò da tutto questo "sforzarsi di trascorrere il tempo col culo sulla sedia"

venerdì 20 giugno 2014

Le mie cose mentre ero assente

Cose che ho fatto in questi quasi due mesi in ordine sparso e non cronologico:

- trascorso gli ultimi giorni in reparto;
- imparato a fare 3 tipi di nodi chirurgici;
- fatto due esami in una settimana;
- letto 2 libri
- visto 4 o 5 film;
- speso un centinaio d'euro;
- salutato una persona importante che è andata a lavorare in Inghilterra;
- ritrovato i documenti smarriti;
- perso il mio portacolori secolare. Pieno.
- perso un paio di chili;
- dormito veramente poco, tanto da raggiungere i minimi storici;
- iniziato una nuova serie tv canadese;
- dato i punti su una cotenna di maiale durissima;
- mangiato un plumcake con gelato panna e cioccolata calda;
- sentito parecchio caldo;
- acquistato una rilegatrice ad anelli su Amazon;
- tagliato i capelli;
- mangiato cous cous;
- mangiato al Burger King;
- mangiato una volta la carne rossa;
- festeggiato il mio 24esimo compleanno;
- bevuto un paio di litri di birra;
- pianto di gioia;
- scoperto una nuova vita;
- fatto un'ecografia ostetrica a una mia amica;
- scattato circa 100 fotografie;
- usato per la prima volta uno spazzolino elettrico regalatomi;
- iniziato un "diario di reparto" cartaceo;
- cantato a squarcia gola "Colpa d'Alfredo";
- ascoltato compulsivamente una "Futura" di Lucio Dalla;
- ascoltato compulsivamente una "Sogno" di Gianna Nannini;
- ucciso una blatta;
- ricevuto 2 o 3 morsi di zanzara;
- avuto paura;
- incontrato 5 sconosciute;
- fatto decine di film mentali;
- comprato 3 evidenziatori gialli, un colore sottile bi-punta rosso e blu, una matita a mine Bic;
- regalato 10 evidenziatori colorati;
- incazzarmi per colpa di una lode mancata e donata ad altri;
- studiato;
- usato la coppetta mestruale;
- insegnato a fare 3 tipi di nodi chirurgici;
- parlato del più e del meno;
- parlato di cose importanti;
- stretto amicizie su facebook;
- messo annunci si internet;
- preparato 2 insalate di farro;
- comprato la colazione;
- spostato una scrivania;
- ...

Non mi viene in mente altro.
A presto, forse!




sabato 26 aprile 2014

Il mio battesimo

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l'immortale mano o l’occhio
Ch'ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?
In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?
Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?
Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?
Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
e il paradiso empivano di pianti?
Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
Chi l’Agnello creò, creò anche te?
Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?

E che battesimo.
Passo con la mano sotto la fotocellula e faccio scendere un po' di sapone, Specializzandodianestesia mi guida ad ogni passaggio:"lava bene e non tornare indietro dove hai già sciacquato", il prof gli ha chiesto di spiegarmi come si fa a lavarsi, e io vado giù di sapone, gomiti poi avambraccio poi mani per tre volte, insapona poi sciacqua, insapona poi sciacqua,  insapona poi sciacqua. Per l'appunto tre volte.

"Attenta a non toccare niente e nessuno intorno a te". Io non penso niente, sono concentrata e l'adrenalina si può annusare, tanta ce n'è in corpo. Come in processione mi avvio con le mani giunte fino alla sala dove subito mi porgono una busta di plastica semi aperta con dentro un pacchetto bianco:"Prendi il camice, spacchettalo e tienilo in mano, con le salviette che trovi asciugati le mani, per ultimi i gomiti e poi le butti. Ora apri bene il camice, la mano destra va qua e la sinistra qua, infila entrambe le braccia e resta così che te lo chiudo", e io lo apro e infilo entrambe le braccia che rimangono in avanti bene aperte. Lui va dietro e me lo chiude, mi passa i guanti:"prima metti il destro e lo puoi toccare solo da dentro, poi il sinistro. Che misura sei? Secondo me... A occhio e croce un 6.5", arriva Specializzandodichirurgiaalleprimearimi:"la aiuto io per stavolta glieli passo", "ma dai gliel'avevo spiegato" - risponde Specializzandoanestesista - "in questa maniera poi, se li mettono i professori", "e vabbè per stavolta se li mette come i prof, la prossima farà da sola".
La prossima, perché ci sarà una prossima volta. Intanto i guanti sono strettissimi, secondo me servono misura 7.

Nel frattempo nella mia testa suonavano le bande e i gruppi rock live insieme, già che ci siamo le campane rintoccano a festa che tanto è sabato e ci sta. A questo punto mi allaccio l'ultimo filo del camicione che mi arriva ai piedi. Sono pronta: mascherina, cuffietta, calzari, camice e guanti. Non posso toccare nessuno e nessuno mi può toccare, io del resto non so cosa fare né dove muovermi, ma per fortuna c'è qualcuno che mi dice dove andare. Fondamentalmente continuo a non fare niente, cercando di darmi dei pizzicotti con la mente per capire se sono davvero io qualla là, la stessa persona che si era svegliata alle 7.30 aveva fatto colazione veloce ed era andata in quel posto che ormai è lo stesso da mesi e mesi.
Si. Ero io.

E arriva il prof, si è lavato senza pensare a tutte le cose che ho pensato io ed era subito pronto e attivo per l'intervento. Lui sa sempre cosa fare, mi dice dove mi devo posizionare, mi fa spiegare da Specializzandoalleprimearmi come si chiamano i ferri e a cosa servono sommariamente. È scontato che io abbia capito tutto ma memorizzato nulla, e anche dopo la spiegazione i ferri mi sembrano per lo più tutti uguali e soprattutto confondo i nomi tra di loro. Mi ricordo solo "pinze anatomiche" e "cocker" che sono uguali a quelle si usano in cucina per girare il pollo, le prime, e le seconde hanno i dentini che mi fanno simpatia. Per questo.
L'intervento è un'ernia inguinale, il prof mi spiega altre due tre cose e si inizia, siamo in 4, c'è anche Secondospecializzandopiùgrande, io sono ferma accanto al professore, la mia faccia è con una espressione di stupore e contentezza ma non si vede bene perché c'è la mascherina.

A quanto pare non sono l'unica superfelice perché questo sabato tocca a tutti imparare, così l'intervento lo inizia Specializzandoalleprimarmi, che pure lui ha la mascherina ma secondo ma c'ha un'espressione simile alla mia.

Io che ho fatto: ho tenuto un paio di pinze ferme (che si potevano anche tenere da sole), ho tagliato un paio di fili (roba che insegnano alle elementari), ho capito finalmente com'è fatto sto benedetto canale inguinale (che dopo avere fatto l'esame di anatomia sono cose che uno prima o poi deve capire per riscattare il voto!), sono stata interrogata su due o tre cose (e per fortuna le ho azzeccate), ho tenuto il divaricatore (qualcuno lo doveva pur fare), ho sentito pulsare un'arteria con le mie mani (questa non è cosa di tutti!) e il mio umore è salito alle stelle!

Poi c'è stata una pausa, io che dico al professore quanto sono contenta, che ricorderò per sempre di questo giorno.

Ma non è finita qua perché c'era un secondo interventino veloce, e pensate un po' - rullo di tamburi -  mi sono lavata un'altra volta! Non c'era il mio nuovo amico a guardarmi ma mi ha ricordato cosa dovevo fare. Intanto io mi fissavo allo specchio per confermare che quella ero sempre io, o se era un'altra mi aveva di certo rubato gli occhiali perché vedevo i miei occhiali riflessi allo specchio, colore del cane che corre, un po' scoloriti per il tempo che passa. Stavolta eravamo il prof, Specilizzandoalleprimearmi e io, mi hanno chiesto di passare tre o quattro ferri, ne ho azzeccati la metà ma direi che il 50% non è male. Poi ho provato a mettere un ago nel porta aghi e giustamente l'ho messo male, così Specializzandoanestesista - ormai ero la sua discepula - mi ha spiegato come si fa, io l'ho capito ma non so se domani o tra un mese lo saprei rifare (in caso vado a cercarlo che lui me lo rispiega sicuro!). Poco importa, sono troppo contenta per pensare a quante cose ancora non sappia fare, e poi penso che adesso, in questo momento, sia giusto così!

La mattina operatoria è finita, sono appena le 10.30. Ho visto che mi ero scordata di fare l'ultimo nodo al camice: è così grande che mi avvolge bene lo stesso. Ho fatto un paio di foto al pezzo operatorio rimosso in quei 20 minuti, ed aveva pure la forma di un cuoricino. Meglio di così ditemi voi!
Mi vado a cambiare, mi metto i miei vestiti usuali per la vita là fuori; Specializzandoalleprimearmi che in fondo doveva essere più contento di me ha comprato i cornetti, così abbiamo fatto colazione. Saluto tutti, un sorriso particolare per Alfredo che quella mattina mi ha detto:"Andrà alla grande!". Vado a cercare l'infermiera che lavora là, prima che vada a casa.
La voglio salutare e parliamo della Liberazione: per me è stato essere libera di andare nel posto che adesso mi fa battere il cuore, lasciargli tutta la mia energia e dopo essermi ricaricata tornare e ricominciare da capo.

Intanto passa il prof, pure lui va a casa:"Ciao ThereseM, ci vediamo martedì!"
"A martedì! :D"

Ecco la colonna sonora che mi ha accompagnata ieri!
Chissà chissà domani 
su che cosa metteremo le mani 
se si potrà contare ancora le onde del mare 
e alzare la testa 
non esser così seria, rimani 

i russi, i russi gli americani 
no lacrime non fermarti fino a domani 
sarà stato forse un tuono 
non mi meraviglio 
è una notte di fuoco 
dove sono le tue mani 
nascerà e non avrà paura nostro figlio 
e chissà come sarà lui domani 
su quali strade camminerà 
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani 
si muoverà e potrà volare 
nuoterà su una stella 
come sei bella 
e se è una femmina si chiamerà futura. 
Il suo nome detto questa notte 
mette già paura 
sarà diversa bella come una stella 
sarai tu in miniatura 
ma non fermarti voglio ancora baciarti 
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro 
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro 
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio. 
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta 
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su 
che si arriva alla luna,si la luna 
ma non è bella come te questa luna 
è una sottana americana 
Allora su mettendoci di fianco,più su 
guida tu che sono stanco, più su 
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su 
son sicuro che c'e' il sole 
ma che sole è un cappello di ghiaccio 
questo sole è una catena di ferro 
senza amore, amore, amore, amore. 
Lento lento adesso batte più lento 
ciao, come stai 
il tuo cuore lo sento 
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai 
ma adesso non voltarti 
voglio ancora guardarti 
non girare la testa 
dove sono le tue mani 
aspettiamo che ritorni la luce 
di sentire una voce 
aspettiamo senza avere paura, domani

venerdì 25 aprile 2014

La mia liberazione

Oggi non so bene cosa ognuno di noi dovesse liberare ma io certamente mi sono liberata da tutto quello che ci si aspetta di fare il 25 aprile e ho trascorso 12 ore e mezza in ospedale. 

Effettivamente questo è il nuovo record personale di ore in piedi a lavorare (la schiena ringrazia). Pochi potranno capire e la domanda sorge spontanea:"sei folle?". Forse si, ma sono folle contenta. E mi è piaciuto così tanto che domani ci torno! 

E insomma le solite cose, le vene quando mi vedono si allargano da sole, gli intestini si raddrizzano, gli stomaci non ve lo dico nemmeno. Le ricette si auto-scrivono, i pazienti si mettono in fila perché vogliono farsi fare le cose solo da me e poi magari mi sveglio che ho sognato troppo!
Intanto incrociamo le dita che domani c'è la sala!

mercoledì 9 aprile 2014

La mia meraviglia italiana

Son tornata dai bagordi toscani ed emiliani, questi cinque giorni ci volevano proprio, badate bene non è che io mi sia riposata, però è stato bello camminare su altre strade, altri mattoni, guardare altre montagne e godere della presenza di fiumi e vaste distese di campi. 
La cosa più strana - secondo il mio modestissimissimo parere - per un siciliano (della costa) che varca la pianura, è il panorama: qua da noi, guardi a destra e c'è il mare, guardi a sinistra e ci sono le montagne, ed è così che fai i disegni delle elementari, lo sfondo è tutto pieno di piccoli monti con le cime innevate e tra i triangoli verdi e marroni spunta il sole. Io l'ho sempre disegnato così perché per me esisteva solo questo...

Il paesaggio dei bambini siciliani
                             
...poi mi ritrovo nella padanosa emilia e rifletto: come sarà lo sfondo nei disegni dei bambini ferraresi?? E' stato stranissimo guardare in lontananza senza vedere la fine, la linea tra il mare il cielo, o immaginarla dietro le montagne, era solo... pianura ecco, pianura e lunghe distese di alberi.. cari amici romagnoli, complimenti per le vostre buonissime piadine, ma sul panorama non si scherza! :D

Sono tornata proprio contenta di aver visto un po' di Italia in più perché c'abbiamo un sacco di belle città, la Toscana è una regione splendida, Firenze e una città magnifica e non mi stancherò mai di camminarci sù, Pisa c'ha la torre che pende davvero, Ravenna ha qualcosa di bello a ogni angolo! 
Questi giorni sono da ricordare per tanti e tanti anni, proprio per questo mi ha accompagnato in questo viaggio un oggetto speciale! :D Devo ringraziare in primis la mia carissima amica Saraa che a furia di dirle quant'era bello lo Scrapbooking mi ha fatto questo dolcissimo regalo, prendendo spirazione dal blog dell'unica scrapper che conosco, della quale ho decantato le doti per motivi più che ovvi! E insomma mi è giunto questo compagno di viaggio pocket, e io, che sono una brava scribacchina, non ho perso tempo ad annotare tutto! :D

Il mio diario di viaggio Tosco-emiliano


Insomma tutto super e domani si ricomincia con più energia, che mi aspettano in reparto!

venerdì 28 marzo 2014

I miei numeri

La sensazione fantastica di scrivere in posizione orizzontale non ha prezzo, per cui, per festeggiare questa mattina in cui mi sto riposando, ho ben pensato di raccontare le quattro cose che mi sono successe in questi giorni (potrebbero anche essere cinque o sei).

uno) le lezioni sono riprese alla grande, anche troppo, infatti gli orari non sono compatibili con la vita, almeno non con la vita salubre, dalle 13 alle 18.30 e alcuni giorni ho rischiato di addormentarmi in aula... così per non rischiare, un giorno mi sono fatta un pisolino nell'ultima fila, ed era ancora la prima settimana, giusto per dare l'impronta perfetta al semestre.

due) al solito, due o tre giorni a settimana sono dedicati al reparto, e questo vuol dire proprio che sto là dalle 7 alle 9 ore, senza mangiare ne bere, penso che mi daranno una nuova divisa a righe verticali, stile carcerato. Okok, non mi lamento perché ho piena coscienza di quello che faccio, insomma me la sono andata a cercare  io. E poi siamo ancora nella fase che mi piace tantissimo e non mi rendo conto che in realtà non siamo nella stanza dello spirito e del tempo (per gli amanti di Dragon ball), ancora non ho capito dove finiscono le ore quando guardo l'orologio e sono le 12.00 poi lo riguardo e sono le 16.30. Ho contattato la redazione di Mistero, restate sintonizzati che manderanno un servizio in merito.

tre) studiare: ora come ora studio a lezione, con il materiale degli anni passati bello e stampato, il prof spiega e io sottolineo; questo vi fa capire come i professori utilizzino sempre lo stesso materiale, le stesse slide, le stesse parole per insegnare sempre le stesse cose. Amen!

quattro) in generale questo periodo è proficuo anche da un punto di vista spirituale umanistico, siccome a quanto pare la legge del contrappasso esiste, dopo una serie di aridità e cazziatoni vari mi sono ritrovata ieri in reparto con ben 5 persone - diverse e non appartenenti alla stessa famiglia, ci tengo a sottolineare -  che mi hanno fatto i complimenti per il mio comportamento nei loro confronti. Nell'ordine: a) "sei un angelo! hai un dono!" (ma chi io? non è che invece dell'ossigeno abbiamo usato gas allucinogeni? o ancora: non è che la tutina mi sta così larga nelle spalle che sembra abbia le ali? Comunque ringrazio, chi me lo ha detto era di una dolcezza sconfinata); b) "Signorina (grazie per il signorina) ce la possiamo dare l'acqua e zucchero?" "Perché si sente mancare?" "No per sicurezza" "Mi sembra un tantino eccessivo!" "Ha ragione signorina, comunque lei ci sa proprio fare, parte col piede giusto, veramente gentilissima! Grazie!" (Prego signò, ma se la prenda lei l'acqua e zucchero mi pare che dice cose strane!); c) "Scusi signore le ho sporcato un po' la maglia di sangue, sa com'è a volte succede che esce un po' dal cateterino!" "Futtitinniiiiiiii!!!!! Talè chi bedda sciacquata!!! (modo di dire che non si può convertire in italiano per il profondo significato che c'è dietro) Non ti preoccupare! Sei troppo simpatica" (Grazie assai, quindi non c'è bisogno che le paghi la lavanderia?); d) quindi lei è una studentessa!? Ma che bello, è gentilissima, allora magari un giorno ci riincontreremo (ma spero di no in ospedale!) senza disgrazie in mezzo (ah menomale!) e io dirò - Dottoressa... - come ti chiami???" "Mi chiamo ThereseM" "Dottoressa ThereseM!!!! Si ricorda quando ancora era una stuentessa???" (speriamo che me lo ricordi altrimenti ci incontriamo in una clinica per demenza senile!); e) dulcis in fundo: "Oggi sei stata brava quando ti sei accorta di quella cosa! vedi, ha piovuto tutta la mattina e noi non ce ne siamo accorti perché stavamo lavorando, continua così che diventerai una brava!" "grazie prof.", e suonavano le trombe a festa dentro la mia testa!
Ebbene vi dirò, i complimenti me li piglio tutti, con un sorriso 32 denti, mi fanno piacere, me li conservo in tasca così quando ci sarà quel giorno in cui mi beccherò male parole e rimproveri ne esco uno e me lo mangio (per restare in tema posso mangiare solo quelli dato che non ho il tempo di andare a pranzare quando sto in reparto!)!

cinque) sono stata a una laurea e sono successe un sacco di cose strane ma alla fine in questo caso ho potuto dimostrare che io ci sono!

sei) questo periodo presto finirà, la pacchia della mattina di riposo, della giornata in reparto, di me che salto le lezioni come un coniglietto di Pasqua tra i prati; tra meno di un mese dovrò rinunciare a tutto questo e starmene a studiare (ahimè!), ma intanto la prossima settimana parto per un lungo week end toscano e non vedo l'ora perché sono stanchissima e ho proprio bisogno di una pausa! E' da dicembre che non prendo fiato (persino della settimana dopo gli esami mi sono sfiancata con la maratona New Girl), se penso alla me di appena un anno fa, in questo periodo vigeva il riposo assoluto, fare le cose con calma, perdere tempo, uscire la sera, fare gli aperitivi e quant'altro. Ora invece capita che la sera sono stanca morta e voglio solo mettermi a letto! Però il fil rouge c'è: sto bene!

Detto ciò avevo detto che le cose potevano essere fino a sei e sei furono!
Vi lascio con un auguriobarraconsiglio e scappo a mangiare che già mi sono persa la prima lezione: