lunedì 28 luglio 2014

Il mio estivo est Europa

Venerdì prendo un aereo e atterrerò in Lituania, il giorno dopo sarò in Lettonia e starò là per 10 giorni.
Ancora non ho preparato nulla per questo viaggio che è nato improvvisato e tale dovrà restare, non ho idea su come trascorrerò lì i giorni, ci sono dei ragazzi del luogo che si prenderanno cura di noi e ci faranno fare delle attività finalizzate a migliorare il linguaggio, la comunicazione, l'integrazione tra popoli insieme a dei portoghesi e dei rumeni. Ah e ovviamente i lettoni.

Non so cosa mettere in valigia, non ho capito che temperatura percepita ci sarà, sono titubante sul fatto che dovremo fare un bagno nel mar Baltico (presumo!) con 20° C in media e forse pioggia, e lo stesso per una escursione in montagna messa in programma.
Giorni più liberi ci permetteranno di fare un giro verso Vilnius, di nuovo in Lituania, forse pioverà dunque e porterò con me il k-way. Qualcuno ci ospiterà una notte, dovremo fare i bagarini con un biglietto autobus che non ci serve più: ecco mi sento molto donna avventura senza quella terribile trama Alviero Martini. Mi sento quindi molto meglio di donna avventura!

Andremo a Riga un giorno con il gruppo, un giorno da sole, in totale due giorni a Riga.
Due Riga is megl che uan!
Dall'Italia siamo tre ragazze e tre ragazzi, di questi ultimi non so nulla, in pratica faremo due viaggi separati. Il che si riconduce al mio paragone femminista di cui sopra!
Il mio budget è abbastanza limitato ma lo farò bastare per le cose strettamente necessarie da acquistare ovvero: una quantità esagerata di matite (che colleziono) per me e per i miei amici, un paio di T-shirt turistiche e ricordini vari. E per assaggiare gli le bevande e i cibi tipici del posto! Chissà se hanno quel liquore al miele che mi fece esplodere il senso del gusto un paio d'anni fa! Sono anche molto curiosa di assaggiare i piatti tipici. Amo assaggiare nuovi cibi!

Sono molto carica, sento che sarà una bella esperienza, sento che posso sopravvivere e adattarmi ad ogni contesto, credo di avere un ottimo spirito di sopravvivenza e poi nessun viaggio semi improvvsato può battere i 3 - 4 gradi all'aeroporto di Baeuvais dove ho trascorso la notte più lunga e brutta della mia vita!

Nel bagaglio a mano ci devo infilare anche un pacco di spaghetti che li dobbiamo cucinare una sera per una cena a tema "Italy": spaghetti col pesto! Andare in Lettonia con un pacco di spaghetti in valigia è senza dubbio una delle cose più strane che mi siano successe.

Per il resto se ne parlerà al mio ritorno!

martedì 22 luglio 2014

I miei venticinque giorni

Che ancora non sono finiti però un po' si. 
Giovedì torno a casa. 
Non era mai stata tutto questo tempo via senza rientrare, sono 3 domeniche e 4 settimane. 
Ho studiato tantissimo e oggi ho finito gli esami estivi, un po' di incavolamenti mi sono rimasti perché non è andato tutto liscio come l'olio, ma ora sono in vacanza. 
Oggi appena finito l'esame sono andata in reparto, il professore mi aspettava; ho lavorato un sacco e mi sono stancata più del solito, mettici pure lo stress pre esame e che mancavano gli infermieri. Ho fatto due cose nuove oltre le solite mansioni routinarie, mi sono riuscite non male per cui sono contenta, ho pranzato al volo con dei prodotti tipici che qualcuno ha portato come regalo, e ho fatto dei programmi estivi per andare in reparto qualche altro giorno prima di fine settembre, sempre che io non vada in vacanza verso est, il che è probabile.
Non mi sento affatto leggera, gli esami mi lasciano sempre un magone incredibile, sia che vadano bene, sia che vadano male. Questa è una cosa sulla quale dovrei lavorare, o almeno ignorare per bene tanto ormai manca relativamente poco, così poco, meno di metà, lo posso dire, manca abbastanza meno di metà alla fine di tutto questo. 
Pensavo che non ho molte argomentazioni oltre l'università, sarà che questi anni mi assorbono nel bene e nel male, nell'ultimo periodo i miei interessi extra si sono fatti molto più radi per mia consapevole scelta. 
I miei bisogni possono essere riassunti tre macrogruppi:
 periodo di lezioni:
- andare in reparto;
- uscire circa 2 volte a cinquemana (la settimana fuori sede è composta da 5 giorni) la sera e bere una Forst;
- andare a lezione
- tornare a casa una volta si e una volta no e uscire con gli amici il sabato sera.
periodo di esami:
- studiare;
- andare di meno in reparto;
- uscire almeno una volta al mese la sera a bere una Forst;
- ...
periodo di vacanza (ottobre - luglio agosto):
- organizzare un viaggio, una gita, una cosa diversa;
- stare ore e ore al pc;
- andare al mare se è estate.
Rifletterò su queste attività che sono state riassunte molto grossolanamente ma rendono l'idea di quello che faccio e che voglio fare.

Comunque sono spompata, almeno credo.

sabato 12 luglio 2014

La mia vita ripetitiva ma non troppo

Intanto sto studiando, e a fine mese, anzi un po' prima, mi libererò da tutto questo "sforzarsi di trascorrere il tempo col culo sulla sedia".
Poi forse parto, forse no, ancora non lo so.
Oggi sono tornata in reparto, mi sono sentita molto bene nonostante ho camminato verso il posto titubante di potermi non sentire pienamente a mio agio dopo quasi un mese di assenza.
Invece no, mi sono trovata bene come tutte le altre volte.
Ho fatto le solite cose routinarie come se non avessi mai smesso di farle.
In realtà mi sentivo un po' arrugginita ma niente di che tutto sommato.
Ero contenta di rivedere tutti e tutti erano contenti di rivedere me, o meglio, nessuno ha sbuffato appena sono entrata, nessuno mi ha guardato male né ignorato.
Piuttosto mi hanno chiesto dove fossi stata e come stavo.
Da qui deduco che erano tutti contenti o per lo meno mediamente contenti di vedermi!
Ah e ho visto fare una procedura super figa che desideravo vedere da tempo!
Qua tra qualche giorno è festa grande, io non sono mai stata a Palermo il giorno del festino della Santuzza, ma questo non cambia le cose perché devo studiare, starò a casa, forse andrò in reparto.
Intanto sto studiando, e a fine mese, anzi un po' prima, mi libererò da tutto questo "sforzarsi di trascorrere il tempo col culo sulla sedia"

venerdì 20 giugno 2014

Le mie cose mentre ero assente

Cose che ho fatto in questi quasi due mesi in ordine sparso e non cronologico:

- trascorso gli ultimi giorni in reparto;
- imparato a fare 3 tipi di nodi chirurgici;
- fatto due esami in una settimana;
- letto 2 libri
- visto 4 o 5 film;
- speso un centinaio d'euro;
- salutato una persona importante che è andata a lavorare in Inghilterra;
- ritrovato i documenti smarriti;
- perso il mio portacolori secolare. Pieno.
- perso un paio di chili;
- dormito veramente poco, tanto da raggiungere i minimi storici;
- iniziato una nuova serie tv canadese;
- dato i punti su una cotenna di maiale durissima;
- mangiato un plumcake con gelato panna e cioccolata calda;
- sentito parecchio caldo;
- acquistato una rilegatrice ad anelli su Amazon;
- tagliato i capelli;
- mangiato cous cous;
- mangiato al Burger King;
- mangiato una volta la carne rossa;
- festeggiato il mio 24esimo compleanno;
- bevuto un paio di litri di birra;
- pianto di gioia;
- scoperto una nuova vita;
- fatto un'ecografia ostetrica a una mia amica;
- scattato circa 100 fotografie;
- usato per la prima volta uno spazzolino elettrico regalatomi;
- iniziato un "diario di reparto" cartaceo;
- cantato a squarcia gola "Colpa d'Alfredo";
- ascoltato compulsivamente una "Futura" di Lucio Dalla;
- ascoltato compulsivamente una "Sogno" di Gianna Nannini;
- ucciso una blatta;
- ricevuto 2 o 3 morsi di zanzara;
- avuto paura;
- incontrato 5 sconosciute;
- fatto decine di film mentali;
- comprato 3 evidenziatori gialli, un colore sottile bi-punta rosso e blu, una matita a mine Bic;
- regalato 10 evidenziatori colorati;
- incazzarmi per colpa di una lode mancata e donata ad altri;
- studiato;
- usato la coppetta mestruale;
- insegnato a fare 3 tipi di nodi chirurgici;
- parlato del più e del meno;
- parlato di cose importanti;
- stretto amicizie su facebook;
- messo annunci si internet;
- preparato 2 insalate di farro;
- comprato la colazione;
- spostato una scrivania;
- ...

Non mi viene in mente altro.
A presto, forse!




sabato 26 aprile 2014

Il mio battesimo

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l'immortale mano o l’occhio
Ch'ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?
In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?
Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?
Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?
Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
e il paradiso empivano di pianti?
Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
Chi l’Agnello creò, creò anche te?
Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?

E che battesimo.
Passo con la mano sotto la fotocellula e faccio scendere un po' di sapone, Specializzandodianestesia mi guida ad ogni passaggio:"lava bene e non tornare indietro dove hai già sciacquato", il prof gli ha chiesto di spiegarmi come si fa a lavarsi, e io vado giù di sapone, gomiti poi avambraccio poi mani per tre volte, insapona poi sciacqua, insapona poi sciacqua,  insapona poi sciacqua. Per l'appunto tre volte.

"Attenta a non toccare niente e nessuno intorno a te". Io non penso niente, sono concentrata e l'adrenalina si può annusare, tanta ce n'è in corpo. Come in processione mi avvio con le mani giunte fino alla sala dove subito mi porgono una busta di plastica semi aperta con dentro un pacchetto bianco:"Prendi il camice, spacchettalo e tienilo in mano, con le salviette che trovi asciugati le mani, per ultimi i gomiti e poi le butti. Ora apri bene il camice, la mano destra va qua e la sinistra qua, infila entrambe le braccia e resta così che te lo chiudo", e io lo apro e infilo entrambe le braccia che rimangono in avanti bene aperte. Lui va dietro e me lo chiude, mi passa i guanti:"prima metti il destro e lo puoi toccare solo da dentro, poi il sinistro. Che misura sei? Secondo me... A occhio e croce un 6.5", arriva Specializzandodichirurgiaalleprimearimi:"la aiuto io per stavolta glieli passo", "ma dai gliel'avevo spiegato" - risponde Specializzandoanestesista - "in questa maniera poi, se li mettono i professori", "e vabbè per stavolta se li mette come i prof, la prossima farà da sola".
La prossima, perché ci sarà una prossima volta. Intanto i guanti sono strettissimi, secondo me servono misura 7.

Nel frattempo nella mia testa suonavano le bande e i gruppi rock live insieme, già che ci siamo le campane rintoccano a festa che tanto è sabato e ci sta. A questo punto mi allaccio l'ultimo filo del camicione che mi arriva ai piedi. Sono pronta: mascherina, cuffietta, calzari, camice e guanti. Non posso toccare nessuno e nessuno mi può toccare, io del resto non so cosa fare né dove muovermi, ma per fortuna c'è qualcuno che mi dice dove andare. Fondamentalmente continuo a non fare niente, cercando di darmi dei pizzicotti con la mente per capire se sono davvero io qualla là, la stessa persona che si era svegliata alle 7.30 aveva fatto colazione veloce ed era andata in quel posto che ormai è lo stesso da mesi e mesi.
Si. Ero io.

E arriva il prof, si è lavato senza pensare a tutte le cose che ho pensato io ed era subito pronto e attivo per l'intervento. Lui sa sempre cosa fare, mi dice dove mi devo posizionare, mi fa spiegare da Specializzandoalleprimearmi come si chiamano i ferri e a cosa servono sommariamente. È scontato che io abbia capito tutto ma memorizzato nulla, e anche dopo la spiegazione i ferri mi sembrano per lo più tutti uguali e soprattutto confondo i nomi tra di loro. Mi ricordo solo "pinze anatomiche" e "cocker" che sono uguali a quelle si usano in cucina per girare il pollo, le prime, e le seconde hanno i dentini che mi fanno simpatia. Per questo.
L'intervento è un'ernia inguinale, il prof mi spiega altre due tre cose e si inizia, siamo in 4, c'è anche Secondospecializzandopiùgrande, io sono ferma accanto al professore, la mia faccia è con una espressione di stupore e contentezza ma non si vede bene perché c'è la mascherina.

A quanto pare non sono l'unica superfelice perché questo sabato tocca a tutti imparare, così l'intervento lo inizia Specializzandoalleprimarmi, che pure lui ha la mascherina ma secondo ma c'ha un'espressione simile alla mia.

Io che ho fatto: ho tenuto un paio di pinze ferme (che si potevano anche tenere da sole), ho tagliato un paio di fili (roba che insegnano alle elementari), ho capito finalmente com'è fatto sto benedetto canale inguinale (che dopo avere fatto l'esame di anatomia sono cose che uno prima o poi deve capire per riscattare il voto!), sono stata interrogata su due o tre cose (e per fortuna le ho azzeccate), ho tenuto il divaricatore (qualcuno lo doveva pur fare), ho sentito pulsare un'arteria con le mie mani (questa non è cosa di tutti!) e il mio umore è salito alle stelle!

Poi c'è stata una pausa, io che dico al professore quanto sono contenta, che ricorderò per sempre di questo giorno.

Ma non è finita qua perché c'era un secondo interventino veloce, e pensate un po' - rullo di tamburi -  mi sono lavata un'altra volta! Non c'era il mio nuovo amico a guardarmi ma mi ha ricordato cosa dovevo fare. Intanto io mi fissavo allo specchio per confermare che quella ero sempre io, o se era un'altra mi aveva di certo rubato gli occhiali perché vedevo i miei occhiali riflessi allo specchio, colore del cane che corre, un po' scoloriti per il tempo che passa. Stavolta eravamo il prof, Specilizzandoalleprimearmi e io, mi hanno chiesto di passare tre o quattro ferri, ne ho azzeccati la metà ma direi che il 50% non è male. Poi ho provato a mettere un ago nel porta aghi e giustamente l'ho messo male, così Specializzandoanestesista - ormai ero la sua discepula - mi ha spiegato come si fa, io l'ho capito ma non so se domani o tra un mese lo saprei rifare (in caso vado a cercarlo che lui me lo rispiega sicuro!). Poco importa, sono troppo contenta per pensare a quante cose ancora non sappia fare, e poi penso che adesso, in questo momento, sia giusto così!

La mattina operatoria è finita, sono appena le 10.30. Ho visto che mi ero scordata di fare l'ultimo nodo al camice: è così grande che mi avvolge bene lo stesso. Ho fatto un paio di foto al pezzo operatorio rimosso in quei 20 minuti, ed aveva pure la forma di un cuoricino. Meglio di così ditemi voi!
Mi vado a cambiare, mi metto i miei vestiti usuali per la vita là fuori; Specializzandoalleprimearmi che in fondo doveva essere più contento di me ha comprato i cornetti, così abbiamo fatto colazione. Saluto tutti, un sorriso particolare per Alfredo che quella mattina mi ha detto:"Andrà alla grande!". Vado a cercare l'infermiera che lavora là, prima che vada a casa.
La voglio salutare e parliamo della Liberazione: per me è stato essere libera di andare nel posto che adesso mi fa battere il cuore, lasciargli tutta la mia energia e dopo essermi ricaricata tornare e ricominciare da capo.

Intanto passa il prof, pure lui va a casa:"Ciao ThereseM, ci vediamo martedì!"
"A martedì! :D"

Ecco la colonna sonora che mi ha accompagnata ieri!
Chissà chissà domani 
su che cosa metteremo le mani 
se si potrà contare ancora le onde del mare 
e alzare la testa 
non esser così seria, rimani 

i russi, i russi gli americani 
no lacrime non fermarti fino a domani 
sarà stato forse un tuono 
non mi meraviglio 
è una notte di fuoco 
dove sono le tue mani 
nascerà e non avrà paura nostro figlio 
e chissà come sarà lui domani 
su quali strade camminerà 
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani 
si muoverà e potrà volare 
nuoterà su una stella 
come sei bella 
e se è una femmina si chiamerà futura. 
Il suo nome detto questa notte 
mette già paura 
sarà diversa bella come una stella 
sarai tu in miniatura 
ma non fermarti voglio ancora baciarti 
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro 
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro 
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio. 
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta 
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su 
che si arriva alla luna,si la luna 
ma non è bella come te questa luna 
è una sottana americana 
Allora su mettendoci di fianco,più su 
guida tu che sono stanco, più su 
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su 
son sicuro che c'e' il sole 
ma che sole è un cappello di ghiaccio 
questo sole è una catena di ferro 
senza amore, amore, amore, amore. 
Lento lento adesso batte più lento 
ciao, come stai 
il tuo cuore lo sento 
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai 
ma adesso non voltarti 
voglio ancora guardarti 
non girare la testa 
dove sono le tue mani 
aspettiamo che ritorni la luce 
di sentire una voce 
aspettiamo senza avere paura, domani

venerdì 25 aprile 2014

La mia liberazione

Oggi non so bene cosa ognuno di noi dovesse liberare ma io certamente mi sono liberata da tutto quello che ci si aspetta di fare il 25 aprile e ho trascorso 12 ore e mezza in ospedale. 

Effettivamente questo è il nuovo record personale di ore in piedi a lavorare (la schiena ringrazia). Pochi potranno capire e la domanda sorge spontanea:"sei folle?". Forse si, ma sono folle contenta. E mi è piaciuto così tanto che domani ci torno! 

E insomma le solite cose, le vene quando mi vedono si allargano da sole, gli intestini si raddrizzano, gli stomaci non ve lo dico nemmeno. Le ricette si auto-scrivono, i pazienti si mettono in fila perché vogliono farsi fare le cose solo da me e poi magari mi sveglio che ho sognato troppo!
Intanto incrociamo le dita che domani c'è la sala!

mercoledì 9 aprile 2014

La mia meraviglia italiana

Son tornata dai bagordi toscani ed emiliani, questi cinque giorni ci volevano proprio, badate bene non è che io mi sia riposata, però è stato bello camminare su altre strade, altri mattoni, guardare altre montagne e godere della presenza di fiumi e vaste distese di campi. 
La cosa più strana - secondo il mio modestissimissimo parere - per un siciliano (della costa) che varca la pianura, è il panorama: qua da noi, guardi a destra e c'è il mare, guardi a sinistra e ci sono le montagne, ed è così che fai i disegni delle elementari, lo sfondo è tutto pieno di piccoli monti con le cime innevate e tra i triangoli verdi e marroni spunta il sole. Io l'ho sempre disegnato così perché per me esisteva solo questo...

Il paesaggio dei bambini siciliani
                             
...poi mi ritrovo nella padanosa emilia e rifletto: come sarà lo sfondo nei disegni dei bambini ferraresi?? E' stato stranissimo guardare in lontananza senza vedere la fine, la linea tra il mare il cielo, o immaginarla dietro le montagne, era solo... pianura ecco, pianura e lunghe distese di alberi.. cari amici romagnoli, complimenti per le vostre buonissime piadine, ma sul panorama non si scherza! :D

Sono tornata proprio contenta di aver visto un po' di Italia in più perché c'abbiamo un sacco di belle città, la Toscana è una regione splendida, Firenze e una città magnifica e non mi stancherò mai di camminarci sù, Pisa c'ha la torre che pende davvero, Ravenna ha qualcosa di bello a ogni angolo! 
Questi giorni sono da ricordare per tanti e tanti anni, proprio per questo mi ha accompagnato in questo viaggio un oggetto speciale! :D Devo ringraziare in primis la mia carissima amica Saraa che a furia di dirle quant'era bello lo Scrapbooking mi ha fatto questo dolcissimo regalo, prendendo spirazione dal blog dell'unica scrapper che conosco, della quale ho decantato le doti per motivi più che ovvi! E insomma mi è giunto questo compagno di viaggio pocket, e io, che sono una brava scribacchina, non ho perso tempo ad annotare tutto! :D

Il mio diario di viaggio Tosco-emiliano


Insomma tutto super e domani si ricomincia con più energia, che mi aspettano in reparto!